Roma maledetta
di Massimo Lugli
Donzelli pagine 120 € 8,26
isbn 9788879894197
Se Tommaso Puzzilli,il celebre protagonista di "Una vita violenta",capolavoro pasoliniano, si facesse un giro nella Roma descritta da Massimo Lugli penserebbe alla sua Pietralata come a un parco giochi."Annamo bbene, stavo mejo ar beverino! Roma è proprio diventata na roba da chiodi,Ve sallustio. " penserebbe e direbbe il borgataro inventato da Pasolini.
Massimo Lugli, cronista di nera prima a Paese Sera poi a Repubblica,che ha raggiunto il successo in libreria con gialli come "Il Carezzevole" e "Il guardiano" ci fa da Cicerone nella Roma che per anni da giornalista ha frequentato e raccontato nei suoi articoli. Parodiando una celebre collana editoriale in questo testo sono elencate "le 101 cose da non vedere a Roma,
neanche una volta nella vita se si ha a cuore la propria salute".
Si comincia con l'obitorio, tanto per far capire al lettore che non è una guida turistica
quella che abbiamo tra le mani,poi si passa alla stazione Termini e tutto il suo microcosmo di disperati,Valle Giulia, marchettari e prostituti a gogò,San Vitale e i suoi poliziotti di frontiera,l'Eur con i suoi trans e i viados dalle tette rifatte nelle cliniche improvvisate con i siringoni per cavalli,Tor Bella Monaca:la banda della Magliana, Maurizio Abbatino,Nicolino Selis,Franco Giuseppucci,Marcellone Colafigli e Enrico de Pedis (quello che è stato seppellito nella cappella di una chiesa manco fosse un cardinale),vi dicono niente?
Arriviamo sgommando a Piazza Vittoria nel cuore dell'Esquilino dove sorge la Chinatown romana e a me questo racconto ha fatto subito venire in mente il lontano Settembre 2008, quando gli abitanti di Arese a Milano si svegliarono con i Cinesi che sventolavano il bandierone rosso con le cinque stelle gialle sui cofani delle auto mentre si ribellavano ai nostri tutori della legge. In Italia nel 2006 c'erano 14mila Cinesi residenti ufficiali,certamente in maggioranza persone oneste che hanno portato ricchezza e cultura nel nostro paese, ma non è invenzione giornalistica la mafia cinese,la Triade formata dalle tre famiglie più potenti "il Sole Rosso, il Drago e il Tao, ognuna con la sua sfera di influenza a Parigi come a Roma e di ognuna ,stranamente, non si sa nulla, è come quando negli anni Settanta da noi si parlava di Mafia e i diretti interessati sembravano scendere dalle nuvole: la mafia? che cos'è la mafia?
Lugli chiude il libro alle Pantanelle, raccontando il degrado dei campi Rom, la delinquenza, l'incapacità ad integrarsi e il razzismo strisciante che è sfociato nel fenomeno "naziskin", ma non mancano esempi di rinascita morale e lotta alla droga come Magliana 80, ente non profit che da trent'anni si spende per aiutare :tossicodipendenti, prostitute, detenuti,immigrati, nomadi, giovani in difficoltà.Un reportage questo per le persone che hanno voglia di indagare la parte malata della nostra società e non risolvere il problema ficcando le testa sotto la sabbia come gli struzzi.
di Luigi De Rosa
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13 feb 2013
22 gen 2013
Mai più!
Mai più!di Maristella Maggi,Francesco Matteuzzi
Mariagrazia Bertarini e Maria Giuliana Saletta
La Spiga pagine 95 € 6,50
Illustrazioni di Laura Penone
isbn: 9788846831125
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| Laura Penone,illustratrice free lance |
Auschwitz o Buckenwald sono parole che al solo leggerle o udirle mettono i brividi, eppure non vanno dimenticate,NON VANNO RIMOSSE, penso a quei milioni di persone stipati nei vagoni bestieme, mi viene in mente l'immagine di Liliana Segre, la protagonista del primo dei quattro racconti che compongono questo volume,che mano nella mano con il padre entra in uno di questi vagoni direzione Auschwitz; si stava in piedi, ammassati come pecore per ore interminabili, in alto a sinistra una piccola finestra spingeva quel poco d'aria che serviva a non soffocare,in basso a destra un solo secchio che presto, col passare delle ore si sarebbe riempito di escrementi, ma quella merda si sarebbe rivelata niente in confronto a quell'indice che ti aspettava sulla piattaforma,il dito del Kapo che in un battito di ciglia,decideva a caso chi doveva vivere e chi doveva morire e tu a quel punto ti chiedevi:"esiste Dio?"
di Luigi De Rosa
Legge 20 luglio 2000,n.211
Istituzione del Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio
e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici
italiani nei campi nazisti.
Art.1
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio,data dell'abbattimento dei cancelli di
Auschwitz,Giorno della Memoria,al fine di ricordare la Shoah,le leggi razziali,la persecuzione
italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione,la prigionia,la morte,nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
5 gen 2013
Quante volte ridete insieme?
Mancarsi
di Diego De Silva
Einaudi pagine 99 € 10,00
"Il dolore e la felicità sono fatti soprattutto di cianfrusaglie,paccottiglia,ingombri di soffitta di cui non riusciamo a disfarci anche quando abbiamo smesso definitivamente di usarli ed escludiamo possano tornarci utili."
Sono di Irene,separata, e Nicola,vedovo, questa paccottiglia. I due cercano di dimenticarla quella soffitta dove dolori,incomprensioni e momenti di felicità sono stati accumulati durante gli anni condivisi con i rispettivi partner. Tutti e due i protagosti di questo romanzo breve cercano di costruirsi una nuova vita, ma la vecchia sembra un mantra di ricordi e abitudini che ritorna imperterrito.
Tutti e due frequentano lo stesso bistrot , le loro esistenze si sfiorano senza incontrarsi, si siedono allo stesso tavolino in orari diversi,innamorati dello stesso poster che decora la parete accanto che ritrae Buster Keaton , tutti e due sono serviti da Pavel, attento cameriere ukraino segretamente innamorato di Irene.
Tutti e due sono "favorevoli" alle emozioni. S'incontreranno?
Diego De Silva ha una capacità fuori dal comune di descrivere la psicologia dei personaggi, dopo poche righe sei preso da Nicola,sedotto da Irene,deluso da Licia, emozionato da Walter Chieri.
Le loro domande sono anche le tue e cerchi risposte arrivando senza accorgertene all'ultimo rigo.
di Luigi De Rosa
di Diego De Silva
Einaudi pagine 99 € 10,00
"Il dolore e la felicità sono fatti soprattutto di cianfrusaglie,paccottiglia,ingombri di soffitta di cui non riusciamo a disfarci anche quando abbiamo smesso definitivamente di usarli ed escludiamo possano tornarci utili."
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| Diego De Silva ,Scrittore |
Tutti e due frequentano lo stesso bistrot , le loro esistenze si sfiorano senza incontrarsi, si siedono allo stesso tavolino in orari diversi,innamorati dello stesso poster che decora la parete accanto che ritrae Buster Keaton , tutti e due sono serviti da Pavel, attento cameriere ukraino segretamente innamorato di Irene.
Tutti e due sono "favorevoli" alle emozioni. S'incontreranno?
Diego De Silva ha una capacità fuori dal comune di descrivere la psicologia dei personaggi, dopo poche righe sei preso da Nicola,sedotto da Irene,deluso da Licia, emozionato da Walter Chieri.
Le loro domande sono anche le tue e cerchi risposte arrivando senza accorgertene all'ultimo rigo.
di Luigi De Rosa
31 dic 2012
Manuel,vuoi che quest'uomo e questa donna,che vengono da un paese lontano, diventino tuo padre e tua mamma?
il bambino invisibiledi Marcello Foa
con Manuel Antonio Bragonzi
Piemme pagine 277 € 16,50
Collana Voci
isbn 9788856620450
Sant'Elena in Chile a 200 chilometri dalla capitale Santiago è uno di quei paesini dimenticati da Dio e dagli uomini, una cacca di mosca su una vecchia cartina. Ci vivono campesinos disperati tenuti a bada dai ricchi latifondisti con il filo spinato che separa il loro Paradiso esclusivo dal misero mondo di tutti gli altri.A Sant'Elena vive Manuel Antonio Acevedo Riquelme, cinque anni, chico innamorato della natura, trascorre infatti molto tempo nel bosco che sorge nelle vicinanze del suo paesino, del resto è talmente povero che cespugli e viottoli sterrati sono il suo parco giochi obbligatorio. La triste vicenda fin qui descritta diventerà tragica quando il moccioso scoprirà che "el mi abuelito", suo nonno, che definire "podrido" ,cattivo e marcio, è fargli un complimento, si renderà autore di una terribile azione che coinvolgerà anche la giovane madre di Manuel Antonio, Isabel, questa disgrazia spingerà il piccolo Manuel a cercare rifugio e protezione nel bosco lontano da tutti, la natura selvaggia gli farà da madre.
Tre anni dopo il Mowgli spagnolo sarà soccorso dai Carabineros e portato a Talca per essere accudito da alcune suore lì una coppia di italiani,Romolo e Milvia in cerca di un figlio,si ritroveranno, nascosto dietro la lunga gonna di una monaca, un bimbo scheletrico, alto un soldo di cacio, che fino a pochi mesi prima faceva da resort per pidocchi e altri parassiti, allora,come per miracolo, un figlio , una padre ed una madre si sceglieranno. Ci sono bambini e sono tanti accuditi e amati, soprattutto visibili agli occhi dei genitori,dei nonni,dei pedriatri, dei professori etc etc , ce ne sono altri e sono tanti anche loro che gli adulti hanno smesso di amare, che nessuno guarda,nessuno ascolta,nessuno vuole, col tempo diventano invisibili agli occhi degli adulti che li circondano, soprattutto di quelli che l'amore non sanno cosa sia, di uno di questi bambini parla questa storia che è maledettamente vera!
di Luigi De Rosa
Le matrioske di Sacrofano
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| Alessia Gazzola ,foto di Leonardo Cendamo |

Sindrome da cuore in sospeso
di Alessia Gazzola
Longanesi pagine 143 € 11,60
isbn:9788830434103
Alessia Gazzola nel 2011 ha raggiunto il successo con un giallo intitolato "L'Allieva" romanzo dove ha presentato al grande pubblico un nuovo divertentissimo "detective" ,Alice Allevi, giovane laureata in medicina specilizzanda in Medicina Legale.Alice è testarda,ma soprattutto insicura e sbadata (chiedete al povero "Mortimer"),si tratta di un pesonaggio letterario a metà strada fra Key Scarpetta e Bridget Jones. Questo nuovo romanzo è esattamente il prequel de "L'Allieva",la giovane ragazza di Sacrofano (piccolo borgo della provincia romana che fa da location alle vicende) in "Sindrome da cuore in sospeso" è alle prese con i suoi eterni dubbi sulla professione che intende fare, la Medicina l'intriga ma è spaventata dal dolore dei pazienti,non sa come gestirlo,purtroppo una disgrazia accade proprio in casa Allevi, la badante russa,Tamara Mironova, della sua effervescente nonnina viene ritrovata morta, assassinata con un colpo di pistola nella sua camera da letto. In casa della nonna, dove si è consumato il delitto , sulla scena del crimine, Alice fa la conoscenza del dottor Claudio Conforti, medico legale incaricato dagli inquirenti di stilare il referto,l'uomo si rivelerà tanto bello quanto burbero e cinico.Fra i due "colleghi" sarà amore e odio a prima vista,anzi a prima autopsia!
Sarà durante l'autopsia infatti che Conforti scoprirà che Tamara aveva da poco partorito, ma del bambino o della bambina nessuno dei testimoni sa nulla,nè nonna Allevi nè Belinda l'altra badante russa che frequentava la bella famigliola romana ma si sa : " Li guai di la pignata li sapi la cucchiara chi li rimina".
Alessia Gazzola siciliana come Camilleri dimostra ancora una volta che la Sicilia è fucina di veri talenti del genere giallo.
di Luigi De Rosa
28 dic 2012
La favolose gallette dei Fratelli Irolla
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| Simon Pocock,scrittore |
Campania 1943di Simon Pocock
Volume II Provincia di Napoli
Edizioni Three Mice Books
Saggio storico,illustrato,pagine 445 € 35,00

"Fate presto,jamme! jamme!, movetève 'a barca nun' aspètta !"...
" 'Nu mumento e vvengo!"
" o' ppane 'o ppane abbascio a marina addu zì Nicola...jammo bbelle ja' "
sono le tre
del mattino, in Corso Littorio a Piano di Sorrento,c'è il solito
trambusto, bisogna caricare le gallette,portarle al porto, a Marina di
Cassano dove c'è la zattera,verrà rimorchiata come sempre dalla motonave
"Giovannina" fino a Castellammare per rifornire di viveri le truppe
del Regio Esercito. I fratelli Irolla sono nervosi,la guerra è alle
porte, quel 29 agosto più volte il rombo dei bambordieri ha fatto
tremare i palazzi, fortuna che andavano a rovesciare il loro carico di
morte altrove.
All'imbarco va tutto bene, i ragazzi del biscottificio e i pescatori vedono allontanarsi la zattera e osservano l'orizzonte fiduciosi,l'odore del pane e del mare ha aperto loro lo stomaco,mangiano le gallette con qualche acciuga. D'improvviso il sorriso sul viso di quei ragazzini si spegne, rabbrividiscono come se avessero ricevuto una secchiata d'acqua ghiacciata in pieno volto,in alto nel cielo è comparso un bombandiere,è americano, si tratta di un B-26 Martin Marauder di ritorno da Torre Annunziata, sotto di lui c'è la "Giovannina", c'è la zattera con i loro compagni:cosa accadde quel 29 agosto 1943?,l'aquila americana affondò i suoi artigli sulla preda italiana?
di Luigi De Rosa
All'imbarco va tutto bene, i ragazzi del biscottificio e i pescatori vedono allontanarsi la zattera e osservano l'orizzonte fiduciosi,l'odore del pane e del mare ha aperto loro lo stomaco,mangiano le gallette con qualche acciuga. D'improvviso il sorriso sul viso di quei ragazzini si spegne, rabbrividiscono come se avessero ricevuto una secchiata d'acqua ghiacciata in pieno volto,in alto nel cielo è comparso un bombandiere,è americano, si tratta di un B-26 Martin Marauder di ritorno da Torre Annunziata, sotto di lui c'è la "Giovannina", c'è la zattera con i loro compagni:cosa accadde quel 29 agosto 1943?,l'aquila americana affondò i suoi artigli sulla preda italiana?
di Luigi De Rosa
(Ho preso
spunto per questo racconto da fatti rubricati nel saggio del professor
Pocock,la foto in alto è tratta dal sito www.aereimilitari.org ritrae un
B29 statunitense abbattuto in acque italiane )
Simon Pocock, classe 51 di Bedford (G.B.),laureato a Londra in Lingua e letteratura Italiana,dal 1975 fa parte del British Council di Napoli, ma soprattutto coltiva da sempre interesse e amore per la nostra terra, nel 2000 ha avviato il progetto Campania 43, dedicandosi anima e corpo alla raccolta di documenti e testimonianze sugli accadimenti bellici in Campania durante la Seconda Guerra Mondiale.La sua passione l'ha spinto ad intervistare i sopravvissuti,"i nonni" in cinquecento Comuni dalla Regione Campania, a visitare biblioteche e archivi a Napoli,Roma,Londra,Washington e Friburgo. Frutto di questa infaticabile opera di ricerca sono i due volumi che compongono il saggio Campania 1943,in particolare, agli appassionati della Penisola Sorrentina, consiglio il secondo volume dove sono registrati gli avvenimenti bellici che riguardarono la Grande Sorrento (Piano di Sorrento ,Meta,Sant'Agnello e Sorrento)
per approfondimenti potete consultare il sito www.threemicebooks.com
Simon Pocock, classe 51 di Bedford (G.B.),laureato a Londra in Lingua e letteratura Italiana,dal 1975 fa parte del British Council di Napoli, ma soprattutto coltiva da sempre interesse e amore per la nostra terra, nel 2000 ha avviato il progetto Campania 43, dedicandosi anima e corpo alla raccolta di documenti e testimonianze sugli accadimenti bellici in Campania durante la Seconda Guerra Mondiale.La sua passione l'ha spinto ad intervistare i sopravvissuti,"i nonni" in cinquecento Comuni dalla Regione Campania, a visitare biblioteche e archivi a Napoli,Roma,Londra,Washington e Friburgo. Frutto di questa infaticabile opera di ricerca sono i due volumi che compongono il saggio Campania 1943,in particolare, agli appassionati della Penisola Sorrentina, consiglio il secondo volume dove sono registrati gli avvenimenti bellici che riguardarono la Grande Sorrento (Piano di Sorrento ,Meta,Sant'Agnello e Sorrento)
per approfondimenti potete consultare il sito www.threemicebooks.com
P.S.: Campania 1943 prevede anche un Primo Volume,già disponibile che raccoglie notizie storiche sulla città di Napoli e la zona Ovest della Provincia Napoletana, inoltre a breve è annunciata la pubblicazione di altri due volumi dedicati ad Avellino e Benevento.
26 dic 2012
Antroposofia di un amore
l'acustica perfetta
di Daria Bignardi
Mondadori pagine 200 € 18,00
isbn 9788804616214
Arno Cange suona il violoncello nell'orchestra della Scala,dopo sedici anni incontra Sara Ferrando, il suo primo amore, conosciuta a tredici anni al "Bagno Vela" a Marina di Pietrasanta in Versilia, i due si sposano e costruiscono insieme una famiglia perfetta, lui lavora col suo violoncello notte e giorno,"ha la musica in testa" direbbe Giovanni Allevi,lei si prende cura notte e giorno dei loro tre bambini una femmina e due maschi. Arno ha anche un amico perfetto,Massimo Sanna, sardo professore di Filosofia, conosciuto durante il servizio civile presso la comunità "Anime Sante" dove si occupavano di tossicodipendenti e malati di mente, condivide con lui la passione per il surf. Arno ha un padre, Guelfo , economista che non rinuncia ad una vita bucolica nelle campagne di Anghiari dove passa il tempo allevando galline e coltivando l'orto divide la sua vita da sempre con Klara , tedesca sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale dalla quale ha avuto due figli, Arno e Guido,ancora una famiglia perfetta.
Un giorno però quest'acustica perfetta viene sconvolta per sempre,Arno trova un biglietto di Sara, la moglie gli dice che ha bisogno di prendersi un periodo di risflessione e gli chede di comprenderla e di non cercarla.Quattro giorni prima di Natale Arno Cange scopre di essere stato abbandonato dalla donna della sua vita, dapprima pensa ad uno scherzo, poi si concentra sui suoi figli, viene aiutato in questo arduo compito dal suocero Rino, elettrauto genovese in pensione. Durante la convivenza con Rino, Arno apprende della moglie molte vicissitudini che la donna gli aveva taciuto, poi da una vecchia lettera trovata per caso fra le carte di Sara scopre della sofferenza , anch'essa taciuta, che le aveva procurato la perdita della prima figlia ,Chiara, e del fatto che le era stato vicino in quella circostanza Massimo. Arno comincia a dubitare di tutto e tutti, sta scoprendo di aver avuto per tredici anni una donna completamente diversa da quello che credeva o è lui che per tredici anni non si è occupato di nient'altro se non del suo violoncello ignorando tutto il resto?
Comincia così una ricerca dura e affascinante che alla fine del percorso gli rivelerà molto di più di quanto lui e noi lettori ci saremmo aspettati.
Daria Bignardi firma un romanzo "acustico" nel senso che leggendolo si avvertono vibrazioni che ci rapiscono come un assolo di violoncello, ma solo chi ha esperienza della gioia e del dolore sa come si suona, sa come far vibrare il cuore.
di Luigi De Rosa
“Yo soy yo y mi circunstancia, y si no la salvo a ella no me salvo yo”
(io sono io e la mia circostanza e se non salvo questa non salvo neppure me)
da Meditaciones del Quijote di Josè Ortega y Gasset
di Daria Bignardi
Mondadori pagine 200 € 18,00
isbn 9788804616214
Arno Cange suona il violoncello nell'orchestra della Scala,dopo sedici anni incontra Sara Ferrando, il suo primo amore, conosciuta a tredici anni al "Bagno Vela" a Marina di Pietrasanta in Versilia, i due si sposano e costruiscono insieme una famiglia perfetta, lui lavora col suo violoncello notte e giorno,"ha la musica in testa" direbbe Giovanni Allevi,lei si prende cura notte e giorno dei loro tre bambini una femmina e due maschi. Arno ha anche un amico perfetto,Massimo Sanna, sardo professore di Filosofia, conosciuto durante il servizio civile presso la comunità "Anime Sante" dove si occupavano di tossicodipendenti e malati di mente, condivide con lui la passione per il surf. Arno ha un padre, Guelfo , economista che non rinuncia ad una vita bucolica nelle campagne di Anghiari dove passa il tempo allevando galline e coltivando l'orto divide la sua vita da sempre con Klara , tedesca sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale dalla quale ha avuto due figli, Arno e Guido,ancora una famiglia perfetta.
Un giorno però quest'acustica perfetta viene sconvolta per sempre,Arno trova un biglietto di Sara, la moglie gli dice che ha bisogno di prendersi un periodo di risflessione e gli chede di comprenderla e di non cercarla.Quattro giorni prima di Natale Arno Cange scopre di essere stato abbandonato dalla donna della sua vita, dapprima pensa ad uno scherzo, poi si concentra sui suoi figli, viene aiutato in questo arduo compito dal suocero Rino, elettrauto genovese in pensione. Durante la convivenza con Rino, Arno apprende della moglie molte vicissitudini che la donna gli aveva taciuto, poi da una vecchia lettera trovata per caso fra le carte di Sara scopre della sofferenza , anch'essa taciuta, che le aveva procurato la perdita della prima figlia ,Chiara, e del fatto che le era stato vicino in quella circostanza Massimo. Arno comincia a dubitare di tutto e tutti, sta scoprendo di aver avuto per tredici anni una donna completamente diversa da quello che credeva o è lui che per tredici anni non si è occupato di nient'altro se non del suo violoncello ignorando tutto il resto?
Comincia così una ricerca dura e affascinante che alla fine del percorso gli rivelerà molto di più di quanto lui e noi lettori ci saremmo aspettati.
Daria Bignardi firma un romanzo "acustico" nel senso che leggendolo si avvertono vibrazioni che ci rapiscono come un assolo di violoncello, ma solo chi ha esperienza della gioia e del dolore sa come si suona, sa come far vibrare il cuore.
di Luigi De Rosa
“Yo soy yo y mi circunstancia, y si no la salvo a ella no me salvo yo”
(io sono io e la mia circostanza e se non salvo questa non salvo neppure me)
da Meditaciones del Quijote di Josè Ortega y Gasset
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| Daria Bignardi,scrittrice |
25 dic 2012
Quanto ci vali 'na manciata di ficu nun ci vali tutta 'st'argenteria
Piccole storie di alberi e di uomini
di Renata Pucci Benisichi
Sellerio pagine 123 € 14,00
Quattordici sono le storie che compongono questa piccola raccolta di Renata Pucci di Benisichi, quattordici sono le schede che fanno da mini prefazione ai singoli racconti; sono definizioni di alberi scelte fra le più autorevoli enciclopedie,la Treccani,The World Book Encyclopedia Field Enterprises Educational Corporation U.S.A,l'Enciclopedia Britannica etc etc. I protagonisti sono gli alberi di quella splendida terra chiamata le Madonie. Sono miniracconti che incantano,spesso ci sorprendono. Sono frutti maturi colti da ognuna delle piante descritte e al primo morso, come Adamo ed Eva,scopriremo di aver commesso peccato perchè ci accorgeremo di essere nudi, ma la nostra ignoranza leggendoli scomparirà vestendoci di cultura.
di Renata Pucci Benisichi
Sellerio pagine 123 € 14,00
Quattordici sono le storie che compongono questa piccola raccolta di Renata Pucci di Benisichi, quattordici sono le schede che fanno da mini prefazione ai singoli racconti; sono definizioni di alberi scelte fra le più autorevoli enciclopedie,la Treccani,The World Book Encyclopedia Field Enterprises Educational Corporation U.S.A,l'Enciclopedia Britannica etc etc. I protagonisti sono gli alberi di quella splendida terra chiamata le Madonie. Sono miniracconti che incantano,spesso ci sorprendono. Sono frutti maturi colti da ognuna delle piante descritte e al primo morso, come Adamo ed Eva,scopriremo di aver commesso peccato perchè ci accorgeremo di essere nudi, ma la nostra ignoranza leggendoli scomparirà vestendoci di cultura.
Ci sediamo così ai piedi di un albero di locuste (?) affamati, come San Giovanni dopo l'ennesimo battesimo,scopriremo che era un carrubo!
Sotto un pino una regina spagnola,Giovanna la Pazza fugge gli eredi di suo marito Filippo il Bello appena morto, che vogliono assassinarla quanto prima.
E' costretta dalla testardaggine della sua mula ad arrestare la fuga sotto un pino,perchè la tempesta che si è scatenata, è peggiore della sete di vendetta dei parenti del marito. Così grazie ad una mula e ad un albero, Caterina, la figlia che Giovanna porta in grembo sopravviverà e il Portogallo anni dopo avrà la sua di regina.
Una lettura per tutti, ideale per chi ama il trekking.Fermatevi dopo un'arrampicata sotto un giuggiolo (se non lo trovate va bene qualsiasi altro arbusto) leggerete di Francesco Petrarca e del suo famoso brodo...di giuggiole naturalmente.
di Luigi De Rosa
Paleolitico sorrentino
Sorrento
Una nuova iscrizione paleolitica
in alfabeto "Nucerino"
e altre iscrizioni arcaiche dalla Collezione Fluss
di Mario Russo
Oebalus pagine 125 € 25,00
isbn 889097043
I due documenti epigrafici presentati in questo testo,graffiti su coppette di bucchero provengono dall'area Sorrentino-Stabiese. Si tratta di due iscrizioni di grande significato storico-linguistico per le acquisizioni sul piano lessicale dell'onomastica etrusca ed italica.
Rilevante questo ritrovamento non solo sul piano morfologico ed ortografico ma anche per
quello socio linguistico in quanto getta nuova luce sul pluralismo eterogeneo delle popolazioni della Costiera Sorrentina in età arcaiaca.Il testo è corredato da foto in bianco e nero, disegni,grafici,statistiche e da una ricca bibliografia.
In questo contesto mi piace ricordare il compianto Roberto Fluss,è solo grazie alla sua passione
per l'archeologia e alla realizzazione dell'omonima "Collezione" che molti studiosi sono riusciti a costruire un quadro quantomeno generale della vita delle popolazioni che abitavano questi luoghi in epoca protostorica.Peccato che con il tempo questa preziosa collezione che ancora nel 1980 faceva bella mostra in una sala aperta al pubblico presso l'hotel Syrene di Sorrento, dopo il terribile sisma che colpì la regione e la scomparsa del Fluss, non si sia più potuta ammirare in tutta la sua complessa eterogeneità.
di Luigi De Rosa
Una nuova iscrizione paleolitica
in alfabeto "Nucerino"
e altre iscrizioni arcaiche dalla Collezione Fluss
di Mario Russo
Oebalus pagine 125 € 25,00
isbn 889097043
I due documenti epigrafici presentati in questo testo,graffiti su coppette di bucchero provengono dall'area Sorrentino-Stabiese. Si tratta di due iscrizioni di grande significato storico-linguistico per le acquisizioni sul piano lessicale dell'onomastica etrusca ed italica.
Rilevante questo ritrovamento non solo sul piano morfologico ed ortografico ma anche per
quello socio linguistico in quanto getta nuova luce sul pluralismo eterogeneo delle popolazioni della Costiera Sorrentina in età arcaiaca.Il testo è corredato da foto in bianco e nero, disegni,grafici,statistiche e da una ricca bibliografia.
In questo contesto mi piace ricordare il compianto Roberto Fluss,è solo grazie alla sua passione
per l'archeologia e alla realizzazione dell'omonima "Collezione" che molti studiosi sono riusciti a costruire un quadro quantomeno generale della vita delle popolazioni che abitavano questi luoghi in epoca protostorica.Peccato che con il tempo questa preziosa collezione che ancora nel 1980 faceva bella mostra in una sala aperta al pubblico presso l'hotel Syrene di Sorrento, dopo il terribile sisma che colpì la regione e la scomparsa del Fluss, non si sia più potuta ammirare in tutta la sua complessa eterogeneità.
di Luigi De Rosa
21 dic 2012
L'ultimo mondo libero
Atlante dei mari mitici
di Elisabeth Dumont-Le Cornec
L'Ippocampo pagine 118 € 18,00
illustrato
9788896968819
Non fatevi scoraggiare dalla tramontana che in questi giorni vi costringe a stare chiusi in casa, basta accendere il camino, un buon tè e sul tavolino questo splendido atlante sul mare e sfogliandolo, vi sembrerà per un attimo di fare quel viaggio ai Tropici che la crisi sembra impedire a tutti di questi tempi. Patrice Franceschi,esploratore francese , racconta che si trovò per una serie fortuita di circostanze a raccogliere le ultime parole di un amico in fin di vita , il luogotenente Tagranevic della 346esima divisione fucilieri motorizzati dell'Armata Rossa in Afghanistan,1983 : "Neanche trent'anni e muoio in una guerra ingiusta , avrei voluto vedere il mare "l'ultimo posto al mondo assolutamente libero".
Sì Tagranevic aveva ragione, oltre la linea invisibile delle 200 miglia dalla costa, ogni marinaio sà che si entra nell'ultimo posto di libertà assoluta che è rimasto su questo pianeta.
L'Atlante di Dumont-Le Cornec, racconta questo mondo libero, insieme alla dettagliata cartografia di Jean-Francois Dulith vi verranno illustrati 48 mari , dal Mar dei Sargassi all'Egeo, dalla Baia di Hudson al Golfo del
Bengala,potrete guardare splendide foto, leggere di misteri e leggende, consultare mappe, avere informazioni sulla salinità,le correnti,i venti e la profondità di luoghi mitici.
di Luigi De Rosa
di Elisabeth Dumont-Le Cornec
L'Ippocampo pagine 118 € 18,00
illustrato
9788896968819
Non fatevi scoraggiare dalla tramontana che in questi giorni vi costringe a stare chiusi in casa, basta accendere il camino, un buon tè e sul tavolino questo splendido atlante sul mare e sfogliandolo, vi sembrerà per un attimo di fare quel viaggio ai Tropici che la crisi sembra impedire a tutti di questi tempi. Patrice Franceschi,esploratore francese , racconta che si trovò per una serie fortuita di circostanze a raccogliere le ultime parole di un amico in fin di vita , il luogotenente Tagranevic della 346esima divisione fucilieri motorizzati dell'Armata Rossa in Afghanistan,1983 : "Neanche trent'anni e muoio in una guerra ingiusta , avrei voluto vedere il mare "l'ultimo posto al mondo assolutamente libero".
Sì Tagranevic aveva ragione, oltre la linea invisibile delle 200 miglia dalla costa, ogni marinaio sà che si entra nell'ultimo posto di libertà assoluta che è rimasto su questo pianeta.
L'Atlante di Dumont-Le Cornec, racconta questo mondo libero, insieme alla dettagliata cartografia di Jean-Francois Dulith vi verranno illustrati 48 mari , dal Mar dei Sargassi all'Egeo, dalla Baia di Hudson al Golfo del
Bengala,potrete guardare splendide foto, leggere di misteri e leggende, consultare mappe, avere informazioni sulla salinità,le correnti,i venti e la profondità di luoghi mitici.
di Luigi De Rosa
Le famiglie del Piano di Sorrento
Le famiglie del Piano di Sorrento nel 1650di Vincenzo Russo
Scienze e Lettere pagine 125
€ 20,00
isbn 9788866870227
Agnese,Aiello,Astarita,Aversa,Balsamo,Basile,Bozzaotra,Buonocore,Cacace,Cafiero,Califano,
Cannavacciuolo,Cappiello,Capano,Caso,Carta,Celentano,Cimmino,Cocurullo,Colonna,
Cota,Croce,Cuccaro(...)d'Aponte,d'Ardia,de Angelis,de Martino,de Rosa,de Guida,
de Pastena,de Torre,di Fiore,di Maio(...)Falangola,Ferraiuolo,Ferrara,Fiodo,Fiorentino,Fucito,
Gargiulo,Guarracino,Iaccarino,Irolla,Izzo,Lauro,Liguori,Longobardi,Maresca,Marulo,
Masone,Massa,Mastellone,Masturzo,MerollamMiccio,Morvillo
(...)Pane,Palumbo,Palomba,Paturzo,Pepe,Pica,
Pollio,Pontecorvo,Riccio,Romano,Ruggiero,Ruocco,Russo,
Scala,Scarpato,Sessa,Starace,
Stinga,Tramontano,Trapani,Trombetta,Zarapico...
Il testo del professor Vincenzo Russo descrive ed analizza un antico documento che risale al XVII secolo, un censimento che offre a storici ed appassionati una fotografia statistica preziosa della condizione socio economica dei "fuochi" che componevano la comunità che da secoli abita Piano di Sorrento.
La piana di Sorrento, che i latini chiamavano Planities, sorge al centro della penisola sorrentina,delimitata a sud da una corona di colli e montagne, a nord da un bastione tufaceo che finisce a strapiombo sul mare,mentre a oriente ed occidente anticamente c'erano delle forre, gole strette e profonde,oggi in parte ricoperte, che dividevano e difendevano in un certo senso questa terra.
Dai colli defluivano, sfidando il tufo e la falesia, dissetando bovini e ovini,irrigando limoneti,uliveti e castagneti numerose acque sorgive che impetuose si tuffavano nel Golfo di Sorrento. Mi piace pensare che l'elenco di cognomi (parziale in verità) che ho riportato nell'articolo rappresentano le gocce d'acqua che formavano e formano il torrente più importante di questa piana,quello chiamato Comunità, questo corso d'acqua d'anime a sua volta ha sfidato pestilenze,assalti saraceni,guerre e terremoti, giungendo fino a noi, continuerà a dissetare e nutrire questa terra sfidando il Tempo.
di Luigi De Rosa
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| "Confidenze" di Francesco Peluso,olio su tavola, da "La Pittura Napoletana" Rogiosi Editore |
20 dic 2012
Quanto amore senve a salvare un amore?
Il tempo è un dio breve
di Mariapia Veladiano
Einaudi pagine 225 € 17,00
"Te ne stai andando e non me lo vuoi dire ma io l'ho capito.
Io non ci credo tanto nel Dio tuo e di papa Dieter adesso,ma ci provo ti prometto che ci provo,perchè voglio continuare a sentirti per sempre come ti sento adesso.Poi voglio per sempre i tuoi capelli lunghi da arrotolare la sera quando mi raconti le storie.Non tagliarli mai più.Prometti.
(...)Quanto amore senve a salvare un amore?
Difficilissimo dare una risposta ad una simile domanda, soprattutto se a porgerla è una madre in fin di vita,Tommaso il figlio che le chiede teneramente di lasciarsi i capelli lunghi e non tagliarli più cortissimi, come quando con questo gesto aveva cercato quasi di "punirsi" per il fallimento del matrimonio con suo padre Pierre, è ancora troppo piccolo per capire ed accettare questa tragedia che li ha investiti in pieno come una di quelle slavine che scendono lungo i ripidi crinali della Croda a Campodalba in Alto Adige, dove da alcuni anni trascorrono le vacanze,da quando l'introverso ed enigmatico Pierre li ha abbandonati ,mentre il granitico Dieter, li ha raccolti dal pozzo della depressione e li accuditi con tutto l'amore che aveva.
Ildegarda si chiama la protagonista di questo romanzo, come la fomosa Santa di Bingen e come lei è donna intelligente,colta ma dalla salute cagionevole, sarà capace anche lei nella sofferenza di "sci vias?, conoscere le vie che portano a Dio?"Un testo cattolico, nel senso etimologico
della parola Katholikòs: universale perchè la ricerca del senso ultimo, la ricerca di Dio appartiene a tutti.
di Luigi De Rosa
Jurassic insect
Micro di Michael Crichton
(e Richard Preston)
Garzanti pagine 436 € 18,80
9788811686835
Sette studenti di dottorato di Cambridge in Massachusetts,Rick Hutter,Karen King,Peter Jansen,Erika Moll,Amar Singh,Jenny Linn e Danny Minot specializzandi in materie come Etnobotanica,Aracnologia,Entomologia,Biochimica etc etc vengono contattati ed ingaggiati dalla
Nanigen Micro Technplogies un'azienda che opera alle Hawaii e produce micro tecnologie.
Vincent Drake, Alyson Bender ed Eric Jansen sono i manager dell'azienda , Eric è anche fratello di Peter, i due fratelli sono legatissimi ed è sconvolgente per Peter dopo pochi giorni dall'avventura allle Hawaii, scoprire che il fratello è rimasto vittima di uno strano incidente, anzi grazie ad un hacker, Peter Jansen viene a conoscenza dei nomi dei due assassini del fratello: Vincent Drake capo della Nanigen, affarista senza scrupoli, spalleggiato dalla bella Alyson Bender si è voluto liberare da un socio,Eric Jansen, diventato ormai scomodo.
Per una serie di circostanze fortuite per il perfido Drake, i sette ragazzi finiscono sotto il Tensore nel laboratiorio e vengono rimpiccioliti, ridotti come degli insetti, vengono abbandonati nella foresta hawaiana.Mentre l'infame Vin Drake è convinto di essersi liberato di ogni possibile testimone dei suoi crimini, i mini uomini cominciano un 'avventura nel micro mondo tentendo di sopravvivere all'attacco di formiche,millepiedi,pipistrelli e tanti terribili insetti per raggiungere il laboratorio dove potranno invertire il processo che li ha resi minuscoli,ma hanno i giorni contati perchè c'è una sindrome, la Mdd, che colpisce gli esseri micro che a lungo andare conduce alla morte. Un romanzo d'avventura e fantascienza che ha ritmo e suspance, pubblicato post mortem è stato "finito" da Richard Preston che ha svolto bene il proprio compito rispettando l'arte del compianto Crichton, se avete amato Jurassic Park questo romanzo non vi deluderà.
di Luigi De Rosa
19 dic 2012
Salve,Vi risponde la segreteria delle Assicurazioni AVE, lasciate un messaggio dopo il bip..."Volevo dire...volev...Bruco, ecco... Bruco!"
Nella Carne
Sara Bilotti
Termidoro Edizioni pagine 115 € 14,00
Le dodici storie che compongono la raccolta di Sara Bilotti lasciano senza
parole, ma spingono a riflettere. Sono storie dure,graffianti, affrontano casi
di abuso di minore, di violenza fra padri e madri ,descrivono adozioni di
bambini difficili e le difficoltà che vivono giorno per giorno coloro che si
confrontano con un figlio cerebroleso e schizofrenico. Le soluzioni che trovano
i vari protagonisti dei racconti scioccano,ma sarebbe ingiusto etichettare la
narrazione della Bilotti come noir, proprio perchè l'autrice ha la capacità di
costruire personaggi credibili e soprattutto mostra un vero talento nella
descrizione psicologica di persone e situazioni drammatiche. Ho trovato
interessante la lettura di questi racconti anche come critica all'ipocrisia, al
perbenismo vuoto e sterile che caratterizza la nostra società. Le famiglie
della Bilotti non sono quelle del Mulino Bianco, felici e sorridenti anche
quando scoprono che il mutuo è aumentato,ma sono molto simili a
"La famiglia perfetta" di Sergio Castellitto, un'istituzione che
,appunto, è in via di estinzione e bisogna pagare degli attori per fingere
che nulla sia cambiato nella nostra società. Dunque famiglie a pezzi,dove
incomprensione,egoismo ed anaffettività sono protagoniste indiscusse delle
interazioni fra gli attori,stavolta non remunerati, che ne compongono i nuclei. L'eterna commedia sociale è messa a nudo "nel
lavello si assopiscono le stoviglie stanche nel loro ambiente abituale. nello
strato di grasso rancido della grande padella della famiglia si formerà una
nuova scarica di schiaffi" rubo questa frase
ad Elfriede Jelinek,scrittrice che come la Bilotti usa la penna come un bisturi,
le sue parole rimangono nella carne di chi legge.
di Luigi De Rosa
La citazione è tratta da "Le amanti" Elfriede Jelinek Frassinelli.
Sara Bilotti
Termidoro Edizioni pagine 115 € 14,00
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| Sara Bilotti,scrittrice |
di Luigi De Rosa
La citazione è tratta da "Le amanti" Elfriede Jelinek Frassinelli.
14 dic 2012
A Natale una favola per sognare
Pachi,l'asinello di ogni Presepe
di Rosa Parlato
Prefazione di mons.Arturo Aiello
Disegni di Pasquale Santovito
Akmàios Edizioni € 12,50
per prenotazioni info@akmaios.it
Deve essere un'impresa non da poco in questi tempi di Playstation,X box, iPod ,iPhone e tablet vari catturare l'attenzione dei più piccoli ricorrendo ad una favola e se poi la scelta cade su una storia antica non di quelle con Manga e Supereroi Marvel ma di quelle fatte di buoni sentimenti,madri,figli ed un ciuchino occorre un bel coraggio e la cocciuta ostinazione di una catechista che da anni trasmette ai suoi bambini l'amore per l'insegnamento di Gesù. Gli esperti oggi ci dicolo che asini e buoi con i Vangeli non c'entrano nulla, il buon Erri De Luca da anni c'insegna che nelle lingue arcaiche basta un accento spostato involontariamente da una vocale all'altra e "di due età" viene tradotto in "di due animali", altri studiosi ci dicono che il racconto citato dello pseudo Matteo :Così si adempì ciò che era stato annunziato dal profeta Isaia, che aveva detto: 'Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone' , era un'invettiva contro Israele che non era capace di riconoscere il suo Dio mentre perfino gli animali sapevano riconoscere il loro padrone. A noi però di tutti questi discorsi poco importa, amiamo il bue e l'asinello perchè forse ci rappresentano, metterli insieme in quel Mistero chiamato Natale ci fa capire che c'è posto per tutti vicino a Dio, per i due ladroni, per noi, per un bue ed un asinello.
A Natale regalate una favola e se i vostri bambini ve ne chiederanno altre ricordate : "la favola è quel sogno che vi ha cullato tutta la notte senza spossarvi, vi ha accompagnato fino ad un risveglio felice che vi farà affrontare il nuovo giorno con serenità, la mettete per iscritto per non dimenticarla e donarla a chi ha dimenticato i suoi di sogni.La favola di Rosa Parlato è una di queste...stretta la foglia,larga la via dite la vostra che ho detto la mia.
di Luigi De Rosa
di Rosa Parlato
Prefazione di mons.Arturo Aiello
Disegni di Pasquale Santovito
Akmàios Edizioni € 12,50
per prenotazioni info@akmaios.it
Deve essere un'impresa non da poco in questi tempi di Playstation,X box, iPod ,iPhone e tablet vari catturare l'attenzione dei più piccoli ricorrendo ad una favola e se poi la scelta cade su una storia antica non di quelle con Manga e Supereroi Marvel ma di quelle fatte di buoni sentimenti,madri,figli ed un ciuchino occorre un bel coraggio e la cocciuta ostinazione di una catechista che da anni trasmette ai suoi bambini l'amore per l'insegnamento di Gesù. Gli esperti oggi ci dicolo che asini e buoi con i Vangeli non c'entrano nulla, il buon Erri De Luca da anni c'insegna che nelle lingue arcaiche basta un accento spostato involontariamente da una vocale all'altra e "di due età" viene tradotto in "di due animali", altri studiosi ci dicono che il racconto citato dello pseudo Matteo :Così si adempì ciò che era stato annunziato dal profeta Isaia, che aveva detto: 'Il bue ha riconosciuto il suo proprietario e l'asino la greppia del suo padrone' , era un'invettiva contro Israele che non era capace di riconoscere il suo Dio mentre perfino gli animali sapevano riconoscere il loro padrone. A noi però di tutti questi discorsi poco importa, amiamo il bue e l'asinello perchè forse ci rappresentano, metterli insieme in quel Mistero chiamato Natale ci fa capire che c'è posto per tutti vicino a Dio, per i due ladroni, per noi, per un bue ed un asinello.
A Natale regalate una favola e se i vostri bambini ve ne chiederanno altre ricordate : "la favola è quel sogno che vi ha cullato tutta la notte senza spossarvi, vi ha accompagnato fino ad un risveglio felice che vi farà affrontare il nuovo giorno con serenità, la mettete per iscritto per non dimenticarla e donarla a chi ha dimenticato i suoi di sogni.La favola di Rosa Parlato è una di queste...stretta la foglia,larga la via dite la vostra che ho detto la mia.
di Luigi De Rosa
13 dic 2012
Zenobia
Nessuno vede il mio pianto
di Maurizio Sorrentino
Edizioni Creativa pagine 335 € 17,50
Quello che firma Maurizio Sorrentino è uno di quei romanzi che molti Italiani sia del Nord che del Sud avrebbero voluto scrivere ma gli è rimasto nel cuore perchè per raccontare quel mondo complesso e tumultuoso che è stato la Famiglia italiana, quella del secolo scorso,quella fatta di sacrifici, di tanti figli, di tante gioie, di tanti dolori, di infinite partenze e pochi ritorni, ci voleva un artigiano della parola, diligente,sensibile e ostinato.
Castellammare di Stabia è la terra che fa da sfondo alla storia delle famiglie Montefusco, Morgese,Fiorani,Pascucci e Bagnulo; sono famiglie con più di un figlio, sono come le acque di Castellammare numerose, limpide, buone, cristalline, precipitano dai monti , scavano la terra che non riesce a frenarle, come il dolore sche scava cicatrici nei cuori ma non riesce a dividere i figli dalle madri;acque che rendono fertile la terra che attraversano, dissetano gli operai dei cantieri, diventano pane e vino nelle mani dei Gragnanesi, arrestano la loro corsa solo per sposarsi all'immenso mare che abbraccia la Costiera Sorrentina, come le donne di questo racconto, le matriarche che arrestano il loro amore per i figli solo davanti all'immenso mistero della vita e della morte,ma nessuno vedrà il loro pianto perchè è del sorriso che si nutrono i figli, come la terra del sole.
Luisa , matriarca della famiglia Morgese ,uno dei personaggi cardine di questo romanzo storico, strappa al marito, sottufficiale della Marina Militare del nascente Regno d'Italia la promessa di una gita con tutti i figli prima della partenza del marito per l'ennesima missione. Aldo Morgese mantiene fede alla parola data, durante la gita Luisa decide di far vivere l'esperienza del cinematografo ai figli, tutti insieme i Morgese, invadono la sala e s'incantano nel vedere la storia di un'elefantessa,Zenobia, che a costo della propria vita tiene unito e protegge il branco,ha cura di tutti i cuccioli quelli suoi e quelli delle altre.I piccoli Morgese all'uscita dal cinema hanno scoperto il ruolo della loro madre nel mondo e da allora Luisa diventa Zenobia. Questa è solo l'inizio di una storia colta ed elegante che vi regalerà sorrisi e commozione.
di Luigi De Rosa
di Maurizio SorrentinoEdizioni Creativa pagine 335 € 17,50
Quello che firma Maurizio Sorrentino è uno di quei romanzi che molti Italiani sia del Nord che del Sud avrebbero voluto scrivere ma gli è rimasto nel cuore perchè per raccontare quel mondo complesso e tumultuoso che è stato la Famiglia italiana, quella del secolo scorso,quella fatta di sacrifici, di tanti figli, di tante gioie, di tanti dolori, di infinite partenze e pochi ritorni, ci voleva un artigiano della parola, diligente,sensibile e ostinato.
Castellammare di Stabia è la terra che fa da sfondo alla storia delle famiglie Montefusco, Morgese,Fiorani,Pascucci e Bagnulo; sono famiglie con più di un figlio, sono come le acque di Castellammare numerose, limpide, buone, cristalline, precipitano dai monti , scavano la terra che non riesce a frenarle, come il dolore sche scava cicatrici nei cuori ma non riesce a dividere i figli dalle madri;acque che rendono fertile la terra che attraversano, dissetano gli operai dei cantieri, diventano pane e vino nelle mani dei Gragnanesi, arrestano la loro corsa solo per sposarsi all'immenso mare che abbraccia la Costiera Sorrentina, come le donne di questo racconto, le matriarche che arrestano il loro amore per i figli solo davanti all'immenso mistero della vita e della morte,ma nessuno vedrà il loro pianto perchè è del sorriso che si nutrono i figli, come la terra del sole.
Luisa , matriarca della famiglia Morgese ,uno dei personaggi cardine di questo romanzo storico, strappa al marito, sottufficiale della Marina Militare del nascente Regno d'Italia la promessa di una gita con tutti i figli prima della partenza del marito per l'ennesima missione. Aldo Morgese mantiene fede alla parola data, durante la gita Luisa decide di far vivere l'esperienza del cinematografo ai figli, tutti insieme i Morgese, invadono la sala e s'incantano nel vedere la storia di un'elefantessa,Zenobia, che a costo della propria vita tiene unito e protegge il branco,ha cura di tutti i cuccioli quelli suoi e quelli delle altre.I piccoli Morgese all'uscita dal cinema hanno scoperto il ruolo della loro madre nel mondo e da allora Luisa diventa Zenobia. Questa è solo l'inizio di una storia colta ed elegante che vi regalerà sorrisi e commozione.
di Luigi De Rosa
Fuori dal tunnel
La Colpa
di Lorenza Ghinelli
Newton & Compton € 9,90
ISBN 978-88-541-3529-1
finalista al Premio Strega 2012
All'inizio il romanzo della Ghinelli ti confonde, ti senti come Alice che precipita nella voragine sotto l'albero per inseguire Bianconiglio, infatti è nella testa di un bambino traumatizzato che ci ritroviamo, il bambino si chiama Estefan ed è terrorizzato da "Cartoon Killer" , finisce pure lui in un buco quello dello scivolo del parco giochi, alla fine si sveglia dall'incubo, mamma lo chiama , lo riporta alla realtà per certi aspetti più brutale del sogno, perchè è un mondo anaffettivo e sordo ad ogni richiesta d'aiuto. A diciotto anni Estefan,il bambino che abbiamo conosciuto nei primi capitoli, è diventato un ragazzo di quelli arrabbiati con il mondo e soprattutto con i genitori, condivide questo astio con Martino,il suo miglior amico,anche lui da ragazzino è stato investito dalla realtà come un passante sulle strisce pedonali da un pirata,la violenza degli adulti gli è entrata nelle carni ed ha lasciato un marchio infamante dentro di lui.Infine c'è Greta bambina sopravvissuta alla giovane madre morta di overdose che vive con i nonni in campagna, sarà lei , la più piccola dei tre, la ciambella di salvataggio che impedirà a questi naufraghi di affogare nella violenza e nei sensi di colpa. "La colpa" è un romanzo complesso e originale descrive giovani vite ma parla agli adulti ,all'inizio graffia e ferisce, poi qualcosa cambia, sono le emozioni che ti aiutano ad uscire dalle forre infernali dove la violenza degli adulti ti precipita, sono puntelli d'acciao ,l' amore,l' amicizia, l'affetto etc, li inchiodi lungo la parete con ostinata determinazione ed alla fine sei fuori dal precipizio.
di Luigi De Rosa
di Lorenza Ghinelli
Newton & Compton € 9,90
ISBN 978-88-541-3529-1
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| Lorenza Ghinelli,scrittrice |
All'inizio il romanzo della Ghinelli ti confonde, ti senti come Alice che precipita nella voragine sotto l'albero per inseguire Bianconiglio, infatti è nella testa di un bambino traumatizzato che ci ritroviamo, il bambino si chiama Estefan ed è terrorizzato da "Cartoon Killer" , finisce pure lui in un buco quello dello scivolo del parco giochi, alla fine si sveglia dall'incubo, mamma lo chiama , lo riporta alla realtà per certi aspetti più brutale del sogno, perchè è un mondo anaffettivo e sordo ad ogni richiesta d'aiuto. A diciotto anni Estefan,il bambino che abbiamo conosciuto nei primi capitoli, è diventato un ragazzo di quelli arrabbiati con il mondo e soprattutto con i genitori, condivide questo astio con Martino,il suo miglior amico,anche lui da ragazzino è stato investito dalla realtà come un passante sulle strisce pedonali da un pirata,la violenza degli adulti gli è entrata nelle carni ed ha lasciato un marchio infamante dentro di lui.Infine c'è Greta bambina sopravvissuta alla giovane madre morta di overdose che vive con i nonni in campagna, sarà lei , la più piccola dei tre, la ciambella di salvataggio che impedirà a questi naufraghi di affogare nella violenza e nei sensi di colpa. "La colpa" è un romanzo complesso e originale descrive giovani vite ma parla agli adulti ,all'inizio graffia e ferisce, poi qualcosa cambia, sono le emozioni che ti aiutano ad uscire dalle forre infernali dove la violenza degli adulti ti precipita, sono puntelli d'acciao ,l' amore,l' amicizia, l'affetto etc, li inchiodi lungo la parete con ostinata determinazione ed alla fine sei fuori dal precipizio.
di Luigi De Rosa
12 dic 2012
Cucina terragna, cucina di mare da Napoli a Sorrento
Le ricette di Napoli
di Luciano Pignataro
Prefazione di Enzo Vizzari
Edizioni L'Ippogrifopagine 699 € 15,00
Devo confessarvi che il libro più venduto in trent'anni ormai di attività libraria è stato "La cucina napoletana di mare" di Luciano Pignataro, il libro ebbe successo perchè, rubando un'espressione a Enzo Vizzari dalla prefazione di questo ricettario, descriveva una cucina, quella napoletana, che "parla al cervello ed al cuore" e se ad asserirlo è un piemontese c'è da credergli.
Nelle ricette di Napoli ,
Luciano Pignataro è tornato a raccogliere le ricette campane,a rubricare letteratura culinaria che racconta ai palati stranieri il nostro modo di vivere e di amare.
In questo nuovo ricettario la nostra regione è rappresentata a trecento sessanta gradi, si va dalla cucina casertana a quella cilentana, dalla cucina irpina a quella sorrentina ed a quest'ultima dedica più di una riflessione, perchè se al Nord, molti anni orsono, grazie al genio di Gualtiero Marchesi la cucina diventava Grand Gourmet, in Campania è stata la geniale sensibilità di alcuni chef fra tutti Alfonso Iaccarino che ha fatto dei piatti di pasta,pesce,carne e verdure un prodotto artigianale non rinunciando mai alla geniunità della materia prima che li compongono, anche quando insieme ai Quattro Passi, La Taverna del Capitano,La Caravella,La Torre del Saracino ,il Melograno e tanti altri hanno conquistato il Jet Set internazionale resistendo alle sirene del marketing e dell'omologazione coscienti che solo difendendo la propria identità ,come hanno sempre fatto i Francesi, si offre e si offrirà sempre un prodotto d'eccellenza e unico al mondo. Se avete voglia di leggere un libro di cucina di quelli come li scriveva Artusi, semplice e chiaro perchè avete voglia di una zuppa di ceci e calamari o di scialattielli ai funghi porcini e volete che il risultato del vostro mantecare sia quello che vi impiattano gli chef campani , questo è il libro che fa per voi.
di Luigi De Rosa
(le immagini presenti nel post sono tratte dal web e la raccolta di artisti dei fornelli che vi propongo le cui ricette troverete nel testo, non è affatto esaustiva,anzi chiedo scusa ai tantissimi cuochi che per mancanza di spazio non ho potuto citare fotograficamente.
Se avete voglia di seguire Luciano Pignataro sul web Vi consiglio il sito www.lucianopignataro.it)
di Luciano Pignataro
Prefazione di Enzo Vizzari
Edizioni L'Ippogrifopagine 699 € 15,00
| Le Tre Arcate Piano di Sorrento |
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| Il Buco a Sorrento |
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| Alfonso Iaccarino |
Nelle ricette di Napoli ,
Luciano Pignataro è tornato a raccogliere le ricette campane,a rubricare letteratura culinaria che racconta ai palati stranieri il nostro modo di vivere e di amare.
In questo nuovo ricettario la nostra regione è rappresentata a trecento sessanta gradi, si va dalla cucina casertana a quella cilentana, dalla cucina irpina a quella sorrentina ed a quest'ultima dedica più di una riflessione, perchè se al Nord, molti anni orsono, grazie al genio di Gualtiero Marchesi la cucina diventava Grand Gourmet, in Campania è stata la geniale sensibilità di alcuni chef fra tutti Alfonso Iaccarino che ha fatto dei piatti di pasta,pesce,carne e verdure un prodotto artigianale non rinunciando mai alla geniunità della materia prima che li compongono, anche quando insieme ai Quattro Passi, La Taverna del Capitano,La Caravella,La Torre del Saracino ,il Melograno e tanti altri hanno conquistato il Jet Set internazionale resistendo alle sirene del marketing e dell'omologazione coscienti che solo difendendo la propria identità ,come hanno sempre fatto i Francesi, si offre e si offrirà sempre un prodotto d'eccellenza e unico al mondo. Se avete voglia di leggere un libro di cucina di quelli come li scriveva Artusi, semplice e chiaro perchè avete voglia di una zuppa di ceci e calamari o di scialattielli ai funghi porcini e volete che il risultato del vostro mantecare sia quello che vi impiattano gli chef campani , questo è il libro che fa per voi.
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| Gennaro Esposito,Torre del Saracino |
(le immagini presenti nel post sono tratte dal web e la raccolta di artisti dei fornelli che vi propongo le cui ricette troverete nel testo, non è affatto esaustiva,anzi chiedo scusa ai tantissimi cuochi che per mancanza di spazio non ho potuto citare fotograficamente.
Se avete voglia di seguire Luciano Pignataro sul web Vi consiglio il sito www.lucianopignataro.it)
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| Antica Trattoria Sorrento |
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| Lo Stuzzichino Sant'Agata sui due Golfi |
9 dic 2012
Siamo tutti un po Yahoo, o no?
La storia di Gulliver
raccontata da Jonathan Coe
Illustrata da Sara Oddi
Scuola Holden
La Biblioteca di La Reubblica L'Espresso
"Save the story" la collana di classici della letteratura internazionale che da qualche settimana trovate in tutte le edicole ha questo titolo proprio perchè Alessandro Baricco che l'ha ideata, voleva darle il senso della scialuppa di salvataggio; a bordo si caricano i testi in via di "estinzione", quei grandi classici che hanno formato generazioni, hanno insegnato , aggiungo , a molti studenti a riflettere ed a pensare con la propria testa. In una di queste scialuppe calate giù dalla nave che sta affondando: la Letteratura, non poteva mancare il dottor Lemuel Gulliver, uno che di naufragi se ne intende.
La storia ,parto della fantasia di quell'inguaribile pessimista che fu l'irlandese Jonathan Swift è , in questa versione, riscritta da Jonathan Coe autore che ha dato prova nei suoi di romanzi di grande acutezza di analisi della società contemporanea,ancor più intrigante e certamente farà da volano per approfondimenti in quei giovani lettori che offriranno soccorso a tale scialuppa nelle loro librerie.
La storia credo che molti di voi la conoscano , ma vi assicuro che è sempre un piacere rileggerla. Ci sono passaggi che danno modo di riflettere approfonditamente ancora oggi, a 350 anni dalla stesura del testo, sulla condizione umana . Mi vengono in mente non tanto Lilliput o l'isola dei giganti ,Brobdingnag, che hanno reso celebre il romanzo, ma soprattutto l'ultimo viaggio, quello nell'isola dei cavalli, gli Huyhnhnms, esseri saggi che ignorano il significato delle parole guerra,violenza, contesa etc etc,che lasciano senza parole il dottor Gulliver che mai avrebbe pensato si potesse vivere in pace con sè stessi e il prossimo, così come gli Huyhnhnms,rimangono inorriditi di fronte ai racconti del loro ospite fatti di violenza e odio che perpretano i suoi simili ogni giorno nel suo paese. Ma nell'isola ci sono, tenuti a debita distanza, anche gli Yahoos, esseri fisicamente in tutto simili agli uomini e dunque anche a Gulliver, ma ignobili e trogloditi pronti a litigare per un nonnulla, dopo attenta riflessione gli Huyhnhnms "convincono" il loro ospite a lasciare l'isola e tornare nel proprio mondo, questa decisione si rivelerà molto dolorosa per Swift che per anni non riuscirà a vivere con i suoi simili, compresi figli e moglie e preferirà costruirsi una stalla e vivere lì come i cavalli.
di Luigi De Rosa
P.S. : Yahoo, come nome del famoso motore di ricerca è l'acronimo di "Yet Another Hierarchical Officious Oracle". Jerry Yang e David Filo quando fondarono Yahoo non credo avessero in mente i pesonaggi di Swift, ma a me piace pensare che la loro invenzione che ci permette in una frazione di secondo di confrontarci con nuove idee, abbia contribuito a renderci più simili agli Huyhnhnms.
raccontata da Jonathan Coe
Illustrata da Sara Oddi
Scuola Holden
La Biblioteca di La Reubblica L'Espresso
"Save the story" la collana di classici della letteratura internazionale che da qualche settimana trovate in tutte le edicole ha questo titolo proprio perchè Alessandro Baricco che l'ha ideata, voleva darle il senso della scialuppa di salvataggio; a bordo si caricano i testi in via di "estinzione", quei grandi classici che hanno formato generazioni, hanno insegnato , aggiungo , a molti studenti a riflettere ed a pensare con la propria testa. In una di queste scialuppe calate giù dalla nave che sta affondando: la Letteratura, non poteva mancare il dottor Lemuel Gulliver, uno che di naufragi se ne intende.
La storia ,parto della fantasia di quell'inguaribile pessimista che fu l'irlandese Jonathan Swift è , in questa versione, riscritta da Jonathan Coe autore che ha dato prova nei suoi di romanzi di grande acutezza di analisi della società contemporanea,ancor più intrigante e certamente farà da volano per approfondimenti in quei giovani lettori che offriranno soccorso a tale scialuppa nelle loro librerie.
La storia credo che molti di voi la conoscano , ma vi assicuro che è sempre un piacere rileggerla. Ci sono passaggi che danno modo di riflettere approfonditamente ancora oggi, a 350 anni dalla stesura del testo, sulla condizione umana . Mi vengono in mente non tanto Lilliput o l'isola dei giganti ,Brobdingnag, che hanno reso celebre il romanzo, ma soprattutto l'ultimo viaggio, quello nell'isola dei cavalli, gli Huyhnhnms, esseri saggi che ignorano il significato delle parole guerra,violenza, contesa etc etc,che lasciano senza parole il dottor Gulliver che mai avrebbe pensato si potesse vivere in pace con sè stessi e il prossimo, così come gli Huyhnhnms,rimangono inorriditi di fronte ai racconti del loro ospite fatti di violenza e odio che perpretano i suoi simili ogni giorno nel suo paese. Ma nell'isola ci sono, tenuti a debita distanza, anche gli Yahoos, esseri fisicamente in tutto simili agli uomini e dunque anche a Gulliver, ma ignobili e trogloditi pronti a litigare per un nonnulla, dopo attenta riflessione gli Huyhnhnms "convincono" il loro ospite a lasciare l'isola e tornare nel proprio mondo, questa decisione si rivelerà molto dolorosa per Swift che per anni non riuscirà a vivere con i suoi simili, compresi figli e moglie e preferirà costruirsi una stalla e vivere lì come i cavalli.
di Luigi De Rosa
P.S. : Yahoo, come nome del famoso motore di ricerca è l'acronimo di "Yet Another Hierarchical Officious Oracle". Jerry Yang e David Filo quando fondarono Yahoo non credo avessero in mente i pesonaggi di Swift, ma a me piace pensare che la loro invenzione che ci permette in una frazione di secondo di confrontarci con nuove idee, abbia contribuito a renderci più simili agli Huyhnhnms.
8 dic 2012
Gente di...cambusa!
Il marinaio goloso
di Massimo Caimmi
Magebes pagine 240 € 18,50
Oggi quando con la vostra barca entrate in un porto generalmente siete
circondati da servizi anche di ristorazione di prim'ordine è questo non può essere che un bene, ma la gente di mare si contraddistingue dall'uomo comune per le tradizioni, gli usi, le superstizioni e gli antichi costumi ai quali è legatissima,assuccata come nodi che sfido chiunque a sciogliere.La cambusa , che magnifico posto è stato ed è soprattutto oggi che grazie alla modernizzazione dei velieri è ricolma di ogni Bendidio eppure un marinaio non può dirsi tale se non sa trarre dal mare il cibo che gli occorre per vivere e ancor di più se non sa valorizzarlo nel migliore dei modi. I marittimi d'un tempo dovevano nutrirsi con i pochi alimenti in grado di non marcire durante le grandi traversate , dopo due mesi di navigazione le gallette, il pane dei marinai, quello che Plinio il vecchio chiamava "panis nauticus",venivano "abitate" da vermi biancastri e prima di essere mangiate venivano battute e ripulite,ma a bordo non c'erano solo problemi di igiene (quelli legati all'acqua potabile li tralascio per buon gusto), i lupi di mare dovevano sopperire anche ad una dieta spesso povera e ripetitiva:stoccafisso,carne salata, patate e legumi secchi a questi la fantasia dello chef di bordo, doveva dare forma e sapore ogni volta nuovo e non sempre vi riusciva. Questo ricettario raccoglie tutte le ricette semplici e genuine che un marinaio è in grado di realizzare secondo le antiche tradizioni, non tralasciando anche la cucina etnica degli altri paesi perchè i mari ,si sà, sono sette e sarebbe riduttivo fermarsi ai prodotti del Mediterraneo.
Massimo Caimmi firma un ricettario "goloso" e colto perchè ogni ricetta (sono 150) è arricchita da aneddoti, leggende di mare, foto e metodi di conservazione della pietanza.
Mi piace chiudere il post segnalandovi questa semplice e gustosa insalata di arance , ricetta antica, semplice e gustosa,vi consiglio le arance degli agrumeti sorrentini e mi perdonino i Siciliani.
di Luigi De Rosa
di Massimo Caimmi
Magebes pagine 240 € 18,50
Oggi quando con la vostra barca entrate in un porto generalmente siete
circondati da servizi anche di ristorazione di prim'ordine è questo non può essere che un bene, ma la gente di mare si contraddistingue dall'uomo comune per le tradizioni, gli usi, le superstizioni e gli antichi costumi ai quali è legatissima,assuccata come nodi che sfido chiunque a sciogliere.La cambusa , che magnifico posto è stato ed è soprattutto oggi che grazie alla modernizzazione dei velieri è ricolma di ogni Bendidio eppure un marinaio non può dirsi tale se non sa trarre dal mare il cibo che gli occorre per vivere e ancor di più se non sa valorizzarlo nel migliore dei modi. I marittimi d'un tempo dovevano nutrirsi con i pochi alimenti in grado di non marcire durante le grandi traversate , dopo due mesi di navigazione le gallette, il pane dei marinai, quello che Plinio il vecchio chiamava "panis nauticus",venivano "abitate" da vermi biancastri e prima di essere mangiate venivano battute e ripulite,ma a bordo non c'erano solo problemi di igiene (quelli legati all'acqua potabile li tralascio per buon gusto), i lupi di mare dovevano sopperire anche ad una dieta spesso povera e ripetitiva:stoccafisso,carne salata, patate e legumi secchi a questi la fantasia dello chef di bordo, doveva dare forma e sapore ogni volta nuovo e non sempre vi riusciva. Questo ricettario raccoglie tutte le ricette semplici e genuine che un marinaio è in grado di realizzare secondo le antiche tradizioni, non tralasciando anche la cucina etnica degli altri paesi perchè i mari ,si sà, sono sette e sarebbe riduttivo fermarsi ai prodotti del Mediterraneo.
Massimo Caimmi firma un ricettario "goloso" e colto perchè ogni ricetta (sono 150) è arricchita da aneddoti, leggende di mare, foto e metodi di conservazione della pietanza.
Mi piace chiudere il post segnalandovi questa semplice e gustosa insalata di arance , ricetta antica, semplice e gustosa,vi consiglio le arance degli agrumeti sorrentini e mi perdonino i Siciliani.
di Luigi De Rosa
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| insalata di arance, immagine tratta dal web |
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