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3 mag 2012

Canzone di Maggio "canta" monsieur Prevert

Questa settimana nella collana "Un secolo di poesia"
del Corriere della Sera curata da Nicola Crocetti
una raccolta di poesie di Prevert da non perdere,
uno "spegiudicato contrabbandiere del poetico".


Canzone del mese di maggio
di Jacqués Prevert

L'asino il Re ed io
Saremo morti domani
L'asino di fame
Il re di noia
Ed io d'amore

Un dito di gesso
sulla lavagna dei giorni
Traccia i nostri nomi
Ed il vento fra i pioppi
Chiama
Asino Uomo Re

Sole di Feltro nero
Già i nostri nomi sono cancellati
Acqua fresca dei Pascoli
Sabbia delle Clessidre
Rosa del rosso Rosaio
Strada dello scolaro che s'attarda

L'asino il Re ed io
Saremo morti domani
L'asino di fame
Il re di noia
Ed io d'amore

La vita è una ciliegia
La morte è il suo nòcciolo
E l'amore è un ciliegio
Un homme et une femme

24 apr 2012

Il poeta che cadde fra le stelle

Cècar Vallejo,poeta
Se sopravvive la parola
di Cècar Abraham Vallejo
nella collana "Un secolo di Poesia"
del Corriere della Sera introduzione di Antonio Melis


Caduta tra due stelle
(...)Amato sia
chi ha fame o sete , ma non ha
fame che sazi tutta la sua sete,
sete che sazi tutta la sua fame.(...)

Amato sia il bambino che cade e ancora piange,
e l'uomo che è caduto e più non piange.(...)

Oggi in libreria c'è il Corriere della Sera  che vi offre una raccolta di poesie
speciali quelle scritte da Cècar Vallejo, poeta peruviano venuto a morire
in Spagna nel 1937 perchè se si è poeti, non si può rimanere indifferenti
allo stupro della Libertà perpretato dei fascisti.
di Luigi De Rosa

25 gen 2012

Togli le lettere d'amore,le foto e gli appunti disperati dallo scaffale


Oggi mi fa piacere proporvi Derek Walcott classe '30
poeta e pittore caraibico, vincitore del Nobel nel 1992
che ha raggiunto fama internazionale con il suo
poema "Omeros" e la collaborazione con il
musicista Paul Simon nel musical "The Capeman".
Derek Walcott ama molto l'Italia, al nostro paese ha dedicato poemi
come "The Prodigal" e "White Egrets", fra le piece teatrali
che ha personalmente diretto nel bel paese ricordo:
"Odissea" e "Moon-Child".Dal 2010 ha lasciato New York per
trasferirsi definitivamente nella natia isola di St.Lucia(Caraibi,colonia britannica)
dove vive e lavora.

Nelle vene del mare
Corriere della Sera copyright Adelphi
traduzione di Matteo Campagnoli

Oddjob,un bull terrier
di Derek Walcott

Ti prepari ad un dolore,
ma ne arriva un altro.
non è come il clima,
non puoi fronteggiarlo,
essere impreparati è tutto.
Il tuo compagno,la tua donna,
l'amico che ti è accanto,
il bambino al tuo fianco,
e il cane,
tremiamo per loro,
guardiamo il mare e pensiamo
pioverà.
Dobbiamo prepararci alla pioggia;
non colleghiamo
il sole che àltera
gli oleandri oscurati
nel giardino in riva al mare,
l'oro che si spegne sulle palme.
Non colleghiamo questo:
il puntino di pioviggine
sulla pelle,
col mugolio del cane,
il tuono non spaventa,
essere pronti è tutto;
ciò che ti segue ai tuoi piedi
sta cercando di dirti
che il silenzio è tutto:
è più profondo della prontezza,
è profondo come il mare,
profondo come la terra,
profondo come l'amore.
Il silenzio
è più potente del tuono,
siamo colpiti nel prfondo,ammutoliti,
come gli animali che non dicono mai l'amore
come noi,sennonchè
diventa inesprimibile
e dev'essre detto,
con un mugolio,
con le lacrime,
con la pioviggine che ti sale agli occhi,
senza dire il nome della cosa amata,
il silenzio dei morti,
il silenzio dell'amore sepolto più in fondo
è il vero silenzio,
e sia che lo proviamo per una bestia,
un bambino,una donna o un amico,
è il vero amore,è identico,
ed è benedetto,
nel modo più profondo dalla perdita
è benedetto,è benedetto.

3 gen 2012

Versi liberi modernissimi e vetusti

Le poesie di Kostantinos Petrou Kavafis, giornalista greco nato ad Alessandria d'Egitto come Marinetti, fin dal 1910 furono diffuse su foglietti,piccole plaquettes destinate alla circolazione privata, solo nel 1935 Rika Sengopulu ne curò una prima raccolta postuma.In Italia furono l'editore Giorgio Savvidis e Filippomaria Pontani a far conoscere la produzione poetica dello scrittore alessandrino, anticonformista, accusato di attaccare i valori tradizionali della cristianità e del patriottismo.Poeta che sfugge a qualsiasi categorizzazione nè romantico,nè simbolista,nè decadente ma neanche crepuscolare:inafferabile.
P.S.: "Versi liberi modernissimi e vetusti" è l'ossimoro con il quale Filippo Tommaso Marinetti
amava definire la poesia di Kavafis.
di Luigi De Rosa



La memoria e la passione
di Costantino Cavafis
pp 255 Corriere della Sera € 7,90
collana Un secolo di Poesia
introduzione di Filippomaria Pontani


Candele
di Costantino Cavafis

I giorni futuri stanno avanti a noi
come una fila di candele accese-
dorate,calde e vivide candele.

I giorni passati restano dietro di noi,
penosa linea di candele spente;
le più vicine fanno ancora fumo,
fredde candele,ormai piegate e sfatte.

Non le voglio vedere; la loro forma mi rattrista,
mi rattrista ricordarne l'antica luce.
Guardo davanti a me le mie candele accese.

Non mi voglio voltare,vedere con spavento
come s'allunga in fretta quella linea scura,
come si moltiplicano in fretta le candele spente.

26 mar 2011

Orietur in tenebris lux tua. Nascerà in mezzo all'oscurità la tua luce.


Addio ad un grande poeta Michele Sovente
"il cantore dei Campi Flegrei" che da anni
seguivamo sulla rubrica "Controluce" nell'edizione
domenicale del Mattino di Napoli.

I nùmmere

Liéve chésto e miétte
chéllo: na fràveca pe’ nu ciardino,
nu funnàle pe’ nu specchio,
tutto ll’oro r’ ’u munno
pe’ ll’ammore. Chéllo ca jèsce fòra,
all’ùrdemo, è na vranca
’i vriccìlle ca te pógneno
’i ccarne, na lònga funa
assaje longa
ca nun saje cchiù addò furnésce.
E p’ ’u ttroppo cuntò
raje ’i nùmmere, piénze a luvò
na serie ’i zzere pe’ puté arrivò
a n’ata storia. ’I nùmmere
so’ nùmmere e cchiù cirche
’i t’ ’i lluvò ra tuórno e cchiù
isse te mètteno paura.

I NUMERI.
Togli questo e metti
quello: una casa per un giardino,
un fondale per uno specchio,
tutto l’oro del mondo
per l’amore. Ciò che spunta fuori,
infine, è un pugno
di sassolini che ti pungono
la carne, una lunga fune
lunghissima
che non sai più dove finisce.
E per il gran contare
dài i numeri, pensi a togliere
una serie di zeri per poter giungere
a un’altra storia. I numeri
sono numeri e più cerchi
di mandarli via e più
loro ti fanno paura.

di Michele Sovente
potete leggere l'opera del poeta sul sito
www.vesuvioweb.com

7 mar 2011

Della Sirenetta e degli altri migranti


In questi giorni sono, sotto gli occhi di tutti, i barconi
di migranti che arrivato sulle coste italiane. Disperati
in cerca d'aiuto, trattati da Gheddafi, nel suo delirio di
onnipotenza, come spauracchio per l'Europa di una futura
invasione che si eviterà solo lasciandolo sul suo trono di sangue.
( E non è detto che certi Europei non gli credano, l'egoismo
cinico fa parte di certa sub cultura strisciante da tempo nell'Unione)
Stamane leggevo il nuovo numero di Poesia n.258 Direttore Nicola Crocetti
(vi consiglio di visitare anche il sito www.poesia.it) e fra le tante opere, mi ha
colpito questa poesia del Professor Tabish Khair (nella foto) classe '66
nato e cresciuto a Gaya, città santa per gli induisti e dall'India
venuto a lavorare nella fradda Aarhus (Danimarca) come
Professore associato nell'omonima Università.
Mi ha colpito perchè con originalità il poeta indiano, paragona
la Sirenetta (che ne avrebbe pensato Andersen?) ad un migrante
che per vivere l'amore deve rinunciare a sè stessa, a ciò che la rende
unica ed individuo, le scaglie, la coda...il mare e migrare in un mondo altro.


Immigrante
(La Sirenetta)
Che fatica muoversi su gambe nuove:
Il castigo delle consonanti,il vibrato delle vocali.

E tu per cui rinunciai a un regno
Non puoi amare quello che ero.

Spiando nel mio passato
Vedi
Solo
Scaglie e sterpaglie

Un tempo avevo una voce
ora solo due gambe

Alle volte mi domando
Se lo scambio sia stato equo e solidale

da Man of Glass di Tabish Khair traduzione di Graziano Kratli.

30 nov 2010

Si possono scrivere poesie con la macchina fotografica?


Vi sono uomini che sanno fotografare
e vi sono uomini che sanno fotografare... una poesia
Questo è Kim Kyung Soo

Da Geo edizione del 30 novembre 2010
Direttore Marco Casareto Mondadori

25 ago 2010

Maddalena


Torno a Te. Nella materia ho cercato
la felicità, ma solo ho trovato malvagità,
orribili veleni

Sono partita!

E un’alba è giunta che la sventura
m’ha trovata soffocata nel pianto
e
Un angolo ho cercato di quiete
accanto al mio focolare spento
per raccogliere i miseri cenci del mio corpo
nel buio.
Lila Karakàlu-Karanikòla(1906-1986)

(Nella foto: Maddalena Penitente olio su tela,51x77, Ignoto 1630
Napoli, Museo di Capodimonte)

6 ago 2010

Turisti a quattro zanpe per le stradine di Positano


'O cane
di Giovanni Terminiello

Quanti can' stann pe miez a via,
song anime rò priatorio senza fogl 'e via.
E vir girà annanze e a ret,
pè sè magnà pur na pret.

Chissà quant e chist tenevn nù padron,
che apensat buon rè lascià for ro purton.
Si putessero parlà uno e chisti can,
rimanessem scuraggiat pè comm ce negamm pur nù piez e pan.

Eppure è n'animal che truov semp vicin,
comme si foss nù criatur piccin.
Si o' chiammat senza nom,
corr da vuie tomm tomm.

Ha l'uocch e chi nun tene speranz,
pecchè sap che l'omm viv in da a' gnuranz.
Ma certi vot ve guard e cà cor miez e cosc,
s'alluntan comme si ce cunuscess.

A speranz è semp l'urdam a murì,
ma l'animal sap che finirà accussì.
Inda a chill' mument l'uocch rò can,
parene esser' comm'a nù cristian.

O' can nun parl ma l'uocch sì,
e nuie che ho sapimm, prorio accussì,
giramm a faccia e o' lasciamm murì.


dalla raccolta I Moti dell'Anima
Edizioni Positanonews

Pagine 128 Prima Edizione 2009
€ 7,50

Parafrasando Astolphe de Custine, in questa raccolta di Poesie di Positanesi, solo il testo è orizzontale, il contenuto è di pensieri verticali


Vita
...Immersi i sensi
nel segreto di una corolla
e respirai...

Lì tutte le risposte.

di Simona D'Urso

dalla raccolta di poesie "I Moti dell'Anima"
Edizioni Positanonews, pagine 124 € 7,50

5 ago 2010

Oggi ho sistemato la mia libreria in un angolo c'era un vecchio libro: era il talento di un amico perduto



La televisione
di Ernesto Maria Jorge

Prima considerazione:
La Televisione serve per la trasmissione
dell'informazione alla Nazione.
Ma ci vuole attenzione,
per evitare che la proiezione,
generi una collisione con l'Opposizione
che grida subito "all'oppressione!"
"ecco la repressione!". Ed organizza la ribellione.

La semplice accensione della Televisione,
segna l'inizio di un'aggressione,
di un'oppressione, di una possessione,
d'una perversione di sottomissione,
perchè la Televisione è sempre un'intromissione,
pericolosa per la sua forte inclinazione,
dico meglio,per la sua predilezione alla Confusione
per la propensione alla Persuasione.

Seconda considerazione:
La Televisione d'evasione,quella contro la Depressione,
genera avversione
per qualsiasi missione di formazione
o di educazione alla riflessione,
e chiede l'espulsione di ogni disquisizione:
dalla Religione alla giurisdizione,
dell'Inquisizione alla Rivoluzione
dalla prostituzione alla masturbazione,
e offre a profusione Eccitazione & Commozione,
per distrarre l'attenzione della Popolazione
dalla necessità di protezione contro la massificazione,
contro la colonizzazione e la mummificazione.
Ah! La Televisione...
Conclusione:
la previsione della distruzione della Televisione
è magra consolazione
che non guarirà Popolazione
dalla dedizione alla assuefazione
di usare senza moderazione
e senza precauzione
qualsiasi mistificazione,ovvero trasmissione,
della Televisione.

di Ernesto Maria Jorge tratto del libro "Offerta qualsiasi" collezione Perseo
Grafica Campania Editore 1997 Napoli pagine 140.

Ernesto Maria Jorge era nato ad Adroguè, Argentina, si è laureato in lingue ma
si guadagnava da vivere facendo il contabile in un'azienda di frutta secca.
Di Ernesto non si hanno tracce dal 1985, un mese prima dell'apertura del grande processo
per i desaparecidos, le cifre ufficiali parlano di 8960 cittadini sequestrati
mai più restituiti alla vita. Ernesto è scomparso perchè sapeva qualcosa
che poteva dare fastidio a qualche pezzo grosso di allora? Militari? Vescovi?
Fascisti?

10 giu 2010

Ricordando Signora Poesia


Alda Marini,

da "Vuoto d'amore"

Non sono che il contabile
dell'ombra di me stesso
se mi vedete qui a volare
è che so staccarmi da terra
e alzarmi in volo
come voialtri stare su un piede solo
difficile non è partire contro il vento
ma casomai senza un saluto.

Non sono che l'anima di un pesce
con le ali
volato via dal mare
per annusare le stelle
difficile non è nuotare contro la corrente
ma salire nel cielo
e non trovarci niente.

Dal mio piccolo aereo
di stelle io ne vedo
seguo i loro segnali
e mostro le mie insegne
la voglio fare tutta questa strada
fino al punto esatto
in cui si spegne
la voglio fare tutta questa strada
fino al punto esatto
in cui si spegne.

7 giu 2010

Valore di Erri De Luca


Considero valore ogni forma di vita, la neve,la fragola,
la mosca.
Considero valore il regno minerale,l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto,un sorriso
involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato,
due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più
niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio
di scarpe,tacere in tempo,accorrere ad un grido,
chiedere permesso prima di sedersi,provare gratidudine
senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo,la clausura
della monaca,la pazienza del condannato
qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e
l'ipotesi che esiste un creatore.
Molti di questi valori non ho coosciuto

da Opera sull'acqua di Erri De Luca
Einaudi Editore pagine 35 € 7,00

L'Intruso di Erri De Luca


Veniva da un battesimo in acque di Giordano
morì poco lontano
sopra una trave a T e quando un ferro gli trafisse il fianco
spillò acqua con sangue, come breccia di parto,
morì come sorgente.
Ecco l'intruso del mondo, intriso del grasso di tutte
le colpe
messo a sbiadire pallido di freddo in un aprile...

Opera sull'acqua di Erri De Luca Einaudi pagine 25 € 7,00