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28 dic 2013

La poesia paseologica di Ciro Ferrigno

Monteleone di Spoleto
di Ciro Ferrigno (1979)

Poche case,tante pietre
e intorno il verde
delle vallate umbre.
Fiori novelli su sassi antichi...
Continua la vita,
la primavera
abbandona i prati fioriti
e torna l'estate.

da "La Geografia del cuore";2011.


La Geografia del Cuore
di Ciro Ferrigno
pagine 105;Nicola Longobardi Editore € 7,50
isbn 9788880903635
(il testo è disponibile in libreria fino ad esaurimento scorte)

C'è un'espressione che amo del famoso paesologo Franco Arminio quando, a proposito
della sua terra, usa la parola "terracarne". Sì , mi viene da rispondere, ti accorgi di amare
il tuo paese, di abitarlo, di esistere in lui quando scopri che siete fatti della stessa carne
voi e Lui. Questa è anche la senzazione che ci regala il professor Ciro Ferrigno che ,in questa
silloge, raccoglie impressioni,sentimenti, stati d'animo, ricordi di una vita trascorsa a
visitarli e descriverli agli amici i mille e più paesi che compongono la nostra Italia.Ma ,attenzione, la
sua non è poesia retorica, è poetica che nasce dalla carne, è geografia del Cuore.

di Luigi De Rosa
Monteleone di Spoleto,foto tratta dal web



23 dic 2013

Tiempe belle in libreria

"Tiempe belle dalle mie mani"
di Giuseppe Ercolano Con-fine Edizioni.
pagine 120,illustrato.
Fotografie di Gianni Coppola
€20,00 in offerta nel periodo natalizio a €15,00.


"Tiempe belle" ovvero come raccontare l'emozione dell'arte presepiale attraverso le immagini, quelle di Gianni Coppola,la memoria, quella di tanti esperti e appassionati che hanno arricchito il volume di aneddoti e leggende inedite e non,ed infine nella raffinata arte espressa dai pastori di Giuseppe Ercolano.
Vi divertirete a leggere della Cantata dei pastori raccontata da Francesco Cotticelli e dell'iterpretazione della stessa del grande Peppe Barra,così come accattivanti sono le Guarattelle e la nascita di Pulcinella, avvenimenti  descritti dall'antropologo Giovanni Gugg.Poi, preziosissimi i ricordi dell'avv. Nino Cuomo e del Cap.Pietrantonio Iaccarino sul significato di alcuni personaggi del presepe del Settecento, come l'acquafrescaia o l'antica leggenda della "pupata" di Marina di Cassano capace di vincere anche i Saraceni. Ma il Natale è anche musica,canto e balli, si celebra la gioia di venire al mondo,ecco dunque la melodia suonata dagli zampognari narrata da Ciro Visco e le ritmiche movenze dei balli,quelle interpretate nella tarantella descritta dalla giornalista Giuliana Gargiulo oppure il gioco, quello dei poveri fatto di bastoni e pignatte raccontato dall'archeologo Carlo Rescigno. Che dire del profumo dei limoni, già, la nostra terra, quella descritta con passione  da Antonino De Angelis fra muri a secco ed antichi agrumeti che trovano spazio negli sfondi di alcuni presepi come le vecchie ricamatrici raccontate dalla professoressa Cecilia Coppola. Infine Sant'Alfonso de Liguori , a raccontarlo è don Antonio Abbatiello, mentre il Pastore della Meraviglia è descritto con insuperabile maestria da Mons.Gennaro Matino. Sono molti altri gli autori di questo saggio che vi invito a cercare nelle librerie, comprare, leggere e toccare un po come Salomè,scoprirete che il Natale non è un'invenzione, ma un miracolo che si rinnova ogni anno.
Salomè? Ah dunque, nel Presepe del Settecento, nei pressi di un ruscelletto a poca distanza dalla grotta,vengono solitamente poste due statuine. La prima è una lavandaia, ha il viso aperto in un sorriso smagliante come le braccia che, spalancate, mostrano con orgoglio una stoffa bianca all'altra statuina che, secondo la tradizione, ha nome Salomè. Posta di fronte alla lavandaia,la statuina di Salomè ha l'espressione incredula di San Tommaso, sfiora con un dito la stoffa. La stoffa bianca è il lenzuolo dove ha appena partorito Maria ed è miracolosamente rimasto bianco, la lavandaia è raggiante perchè non c'è bisogno del suo intervento, il neonato nella grotta è nato da una Vergine che tale è rimasta.Salomè non ci crede allunga il dito che diventa cenere.Viene soccorsa da Maria che la invita ad accarezzare il bambinello con la mano ferita, ed ecco che miracolosamente l'arto torna al suo posto*.


di Luigi De Rosa

* Agli appassionati di storie e leggende consiglio i Vangeli apocrifi in particolare, per questo racconto, il protovangelo di Giacomo"

21 dic 2013

Non spero mai di tal noia [fare poesia] guarire

La Napoli di Boccaccio

di Leone Gasparini
Stamperia del Valentino
pagine 80 € 12,00
isbn 9788895063539

C'è una Napoli , quella angioina, che ha una bellezza e un fascino che per certi versi supera quella borbonica.Leone Gasperini, in questo breve saggio, coniuga la storia del Trecento napoletano con l'opera di Boccaccio e realizza uno scritto originale e suggestivo. Spossati e stanchi, dopo un lungo viaggio, entriamo a cavallo nella Napoli di Carlo II, una delle capitali più belle d'Europa di quel tempo andato. Osserviamo con gli occhi di un ragazzino di tredici anni,Giovanni Boccaccio da Certaldo, la magnificenza dei Re di Napoli, aviluppati in quel reticolo di strade e vicoli brulicante di mercanti di tutte le nazionalità: i Pisani, i Catalani, i Genovesi, gli Amalfitani,i Fiorentini etc.Il ragazzino spedito dal padre ad imparare il mestiere di campsores presso il Cambio dei potentissimi Bardi, si tira su le maniche e per niente intimorito dal maneggio di carlini,gigliati d'argento, tornesi di rame si da da fare, per quindici lunghi anni e attraverso gli occhi di quest'adolescente che pian piano diverrà Boccaccio scopriamo una Napoli straordinaria immortalata per sempre nelle pagine del Decamerone accompagnati dallo sguardo sensuale di Fiammetta.

di Luigi De Rosa

Giovanni Boccaccio (immagine tratta dal web)

13 dic 2013

A' capa? E' 'na sfoglia 'e cipolla!

Capa e ppiere
Antichi detti ed espressioni napoletani
riferiti al corpo umano
raccolti commentati e tradotti
di Roberto D'Ajello
Grimaldi & C.
€ 26,00 pagine 220; illustrato
isbn 9788898199105


 Se a Napoli e dintorni qualcuno vi vuole ammarrà n'uocchio, state attenti perchè ha in animo di pestarvi,ma se, al contrario, vi vuole arapì ll'uocchie e vi chiede un colloquio a quatt'uocchie, allora rassicuratevi e ascoltatene i consigli che saranno certamente preziosi, magari invitatelo a pranzo ma non esagerate con le portate, vi dovesse ascì pe l'uocchie quanto state mangiando?
Ma bando alle ciance, ricordatevi che nella vita chi guarda cu ll'uocchie guadagna capocchie!
Dunque ora è d'uopo tacere, astiparse 'a vocca p' 'o fico, perchè spesso a vocca è larga, ricca,
ciarliera inutilmente, non è bene fa rebbeto ca vocca, mangià ca vocca cchiena,taluni addirittura,
che dio ci scampi! Hanno 'e voccapierte 'e San Giuvanne! Fuggiteli!
Potrei continuare all'infinito giocando con le parole del dialetto napoletano che indicano le varie parti del corpo umano e i detti antichi legati ad esse, senza annoiare (almeno spero).Rinverdire così espressioni di un patrimonio culturale,di una saggezza popolare che vede le proprie origini perdersi nella notte dei tempi,tant'è vero che alcune espressioni si usavano già quando i primi coloni di Rodi sbarcarono sull'isola di Megaride (oggi vi sorge Castel dell'Ovo). Per questo per me è sempre benvenuto chi, come Roberto D'Ajello, con pazienza certosina raccoglie e cataloga questo immenso patrimonio, prima che la globalizzazione ci renda tutti noiosamente e tristemente uguali. 
I think the Neapolitan is better than English, or not?

di Luigi De Rosa


(disponibile in libreria fino ad esaurimento scorte)

6 dic 2013

Gesù è nato a Napoli? In quale quartiere? Secondo me lo sa 'o Capitano al cimitero delle Capuzzelle.

Gesù è nato a Napoli
di Luciano De Crescenzo
Mondadori pagine 112 € 15,00
isbn 9788804634126

Se seguissi i ragionamenti del filosofo Bellavista ( quello che teorizza la divisione fra uomini d'amore e uomini di libertà) non potrei che
dar ragione a De Crescenzo quando scrive "Gesù è nato a Napoli",
come del resto in tutte le città del mondo che sono riuscite a conservare lo spirito di Betlemme in ebraico
בֵּיִת לֶחֶם, [Beit Lehem] letteralmente "Casa del Pane", nel senso quindi di città a misura d'uomo,dove un pezzo di pane c'è per tutti, ma ahime è solo un'illusione. Gesù di questi tempi ha lasciato Eboli e si è fermato nella Terra dei fuochi e lì il pane l'hanno fatto marcire certi criminali che al confronto Barabba risulterebbe un'educanda. Ma bando alla retorica, in questo testo lo scrittore partenopeo racconta antichi costumi e tradizioni legate al Presepe pescando nella sua memoria che è un caveau pieno di personaggi storici e non, nozioni , curiosità e folklore.Quello che adoro di De Crescenzo e il suo rendere qualsiasi argomento alla portata di tutti,che sia il criticismo kantiano (vedi Storia della Filosofia Moderna) o il dionisismo insito nella figura di Cicci Bacco (vedi Gesù è nato a Napoli), Luciano trova il modo di renderlo comprensibile anche ad un bambino; solo a lui può venir in mente di illustrare il rapporto ambiguo e contrastante dell'Imperatore Costantino con la nascente religione cristiana e la decadenza dei costumi degli antichi Romani facendo ricorso alla figura del Democristiano doc: "dico sempre sì,cerco sempre un compromesso che possa far contenti sia i Cristiani che i Pagani e intanto tiro l'acqua al mio mulino".Il testo oltre a cenni storici sulla nascita del Presepe, a proposito Presepe o Presepio?, descrive tutti i personaggi che abitano quello del Settecento facendo ricorso a simpatici siparietti inventati dall'autore. Incontrerete dunque, Cicci Bacco, ubriacone amico dell'oste-Satana che vuole assassinare la Madonna, Stefania che nasconde una pietra nel fagotto per sembrare madre,la lavandaia e Salomè che scoprono la Verginità di Maria, Benino che dorme e il pastore della Meraviglia, l'unica statuetta capace di parlare! Non mancherete di leggere di pecore, pozzi dove non specchiarsi, zingare iettatrici.Non si può dimenticare gli artigiani, dodici come i mesi, il cacciatore, sì non è un errore e scoprirete perchè, poi il pescatore, il ponte ancora una volta costruito da satana con la suora Mafalda che nasconde la testa mozzata del suo amante ( me è splatter questo presepe del Settecento?), poi il fiume, gli angeli e gli arcangeli, i due Giovanni: Battista e Apostolo (i due solstizi), i Re Magi e infine l'asinello e il bue, due che forse hanno capito quello che noi , con la testa più dura del primo e le corna più lunghe del secondo, ancora nel 2013 non abbiamo afferrato di questo mistero.

di Luigi De Rosa   

4 dic 2013

Novella Sorrentina, un racconto d'altri tempi.

Novella Sorrentina
di Giuseppe Aurelio Lauria
 Edizione anastatica con trascrizione di
Nella Pane e Maria Nives Reale
Con-fine Edizioni pagine 148 € 10,00
isbn 9788896427491

Illustrazioni di
del pittore Vincenzo Stinga

I proventi del libro saranno devoluti alla 
"Casa famiglia Miriam" di Meta

La vicenda raccontata in questo romanzo si svolge a Meta,piccola cittadina della Penisola Sorrentina, nei primi anni dell'Ottocento.Il protagonista della novella è un giovane e intraprendente capitano Luigi Balsamo Castellano. Il ragazzo, rimasto orfano di madre ,la bella Maria Castellano, figlia di un ricco e avido proprietario terriero di Piano di Sorrento,viene affidato alle cure prima della vecchia tata amica della madre, poi a quelle del parroco della Chiesa di Santa Maria del Lauro, don Giovanni De Angelis, uomo rispettato da tutti e, in gioventù, segretamente innamorato della bella Maria. Luigi Balsamo Castellano ebbe un pessimo rapporto con il padre,Andrea Balsamo, uomo volgare, dedito al gioco e all'abuso di alcol, imposto come marito,tempo addietro,alla giovane Maria dall'insensibile padre padrone, Mariano Castellano.
Giuseppe Aurelio Lauria
Fu quindi l'amicizia con il prete a rivelarsi determinante nella crescita morale e intellettuale del ragazzo che, dopo appassionati studi dedicati all'apprendimento dell'arte marinaresca e della navigazione, con coraggio e incoscienza giovanile, riuscì a strappare ad alcuni armatori metesi l'ingaggio come comandante del "Bel Narciso" un veliero costruito e varato nelle acque della marina di Alimuri . I primi viaggi intrapresi dal giovane capitano nel Mediterraneo dimostrarono tutto il suo talento supportato, quando l'inesperienza si fece sentire, dal prezioso contributo di un anziano marinaio Michele D'Avanzo che,sulla nave,con acuti consigli e ferma autorità,si rivelò degno sostituto dell'amatissimo don Giovanni De Angelis. Finalmente dopo alcuni anni di navigazione giunse per Luigi Balsamo Castellano la grande occasione, un viaggio transoceanico fino a Rio de Janeiro, dove avrebbe potuto caricare coloniali ed altre merci preziose che, una volta consegnate in patria, avrebbero fruttato soldi e benessere per tutti: armatori e marinai.Purtroppo dopo alcuni mesi dalla partenza del "Bel Narciso" dal porto di Livorno, una lettera drammatica giunse al parroco, in essa si annunciava la tragica scomparsa del veliero. Il Bel Narciso non era mai giunto a Rio de Janeiro. L'intera comunità, nell'apprendere tale notizia,cadde nella più cupa disperazione. Tutte le speranze erano perse? I marittimi erano stati inghiottiti da qualche tempesta tropicale? Voci malevole cominciarono a serpeggiare fra gli armatori, era dunque stato un azzardo affidarsi ad un capitano così giovane? Chiaramente non svelerò il finale del libro per non rovinarvi il gusto di leggerlo. Voglio però sottolineare quanto interessante la sua lettura possa rivelarsi dal punto di vista storico, perchè avrete un quadro ben delineato della società meridionale di inizio secolo, dal punto di vista psicologico ci sono diversi spunti sul rapporto padre figlio quanto mai attuali oggi alla luce del successo riportato da saggi come quello di Luigi Zoja "il gesto di Ettore" o  quello di Massimo Recalcati "il complesso di Telemaco". Lo stile narrativo mi ha ricordato Francesco Mastriani e soprattutto Joseph Conrad perchè in contrasto con quell'aria di cupio dissolvi che spesso aleggia nelle pagine della vicenda narrata, la fiducia nelle forze dell'uomo non viene mai meno, quest'espressione non è mia ma del grande Italo Calvino che l'adoperò in un'introduzione a "Il negro del Narciso"(L'Unità agosto 1954),io l'ho presa in prestito perchè riassume egregiamente il nocciolo anche di questo di romanzo.

di Luigi De Rosa

 il testo è disponibile in libreria

29 nov 2013

Meglio perdere che pareggiare


Non è tempo per noi
quarantenni:una generazione in panchina
di Andrea Scanzi
Rizzoli € 17,00 isbn 9788817070577

Andrea Scanzi in questo testo riesce, come nello spettacolo "Gaber se fosse Gaber" che ha presentato nei maggiori teatri d'Italia, ha toccare tutte le corde del cuore.Basta che accenni al grande Mazinga o all'immarcescibile Goldrake ed ecco che la nostra memoria vola a quando eravamo ragazzini incantati davanti ad uno schermo che cominciava ad essere a colori,inebetiti dai pugni rotanti e dalle mosse acrobatiche dell'Uomo Tigre , in seguito completamente  rincoglioniti dai primi giochi del Commodore 64 che ci mettevano una vita a caricarsi, mentre stringevamo i calzoni larghi con una cinghia rigorosamente El Charro,indossando le Superga e bevendo  a canna l'ennesima Seven Up fra un livvello del game e l'altro.
E che dire della musica tamarra del primo Jovanotti, di quella incazzata del Blasco,di quella pruriginosa della "virgin" Madonna,di quella finto ribelle di Ligabue e dei Litfiba?
Esilarante è il racconto di Paolino Canè che batte Mats Wilander in una mitica Coppa Davis. Chi lo ricordava più quel pazzo scatenato capace di tutto e di niente con il suo turbo rosvescio?  Al contrario, di Alberto Tomba che scendeva giù dai monti come un dio greco, lasciando basiti tutti i discendenti di Thor, che non capivano come un bolognese potesse sciare in quel modo,lo rammentiamo tutti. Diavolo come sciava : la Bomba! Ti fa piangere Scanzi quando racconta la fine di Gil Villeneuve, quel corpo sbattuto qua e la come un fantoccio sulla pista di Zolder. E Ayrton?, prigioniero della sua Williams e il povero Sic, andato via così presto ? Chi li potrà mai dimenticare? Leggere questo libro è un po come assistere ad un mankind personale. Leggi della caduta del Muro di Berlino, del ragazzo di Tienanmen che ferma i carri, della morte di Falcone e Borsellino, degli aerei nelle Torri  e ti tornano in mente dolori e speranze perdute.Rielaborare i tuoi quarant'anni alla fine ti fa capire che se è vero, come sostiene Gaber, che la sua di generazione ha perso non rinunciando a lottare, la nostra di generazione si è limitata a controllare la partita, accontentandosi di un pareggio che, si sa, non serve a niente.

di Luigi De Rosa

22 nov 2013

La Grande Guerra Finale del Signor Brenno

Gli sdraiati

di Michele Serra
Feltrinelli pagine 108 € 12,00
isbn 9788807018343

Gli sdraiati è soprattutto una riflessione , spesso ironica, sul rapporto padre e figlio adolescente. Argomento quanto mai attuale visto che padri e figli  ieri non si parlavano perchè la società di un tempo imponeva ruoli ai padri e ai figli che andavano rigorosamente rispettati, ci si dava del voi, si mangiava in tavoli separati: di qua gli adulti , di là i bambini. Oggi che tabù, usi e costumi del secolo scorso sono finiti nella differenziata, i padri e i figli continuano a non comunicare, anzi in molti casi hanno imparato ad ignorarsi. Il protagonista del romanzo cerca in tutti i modi di convincere il figlio  adolescente sdraiato sul letto, con auricolari nelle orecchie,libro di chimica sotto il cuscino, piatto sporco in un angolo, TV sintonizzata sui Simpson,PC collegato tanto per consumare energia elettrica (l'Enel ringrazia), e calzini appallottolati in ogni dove, ad abbandonare  il suo mondo orizzontale per quello verticale. Verticale? In che senso?
Beh nel senso più stupido e orribile che può venire in mente ad un padre cinquantenne: una bella scarpinata su per i monti Erti, nudi, tremendi, inabitati, come li definì Manzoni,quelli della Val di Susa fino al Colle della Nasca e in questo posto ameno lasciarsi rapire dalle distese immaginifiche dell'azzurro cielo."Ma va a rompere i cabbasisi ad un altro, tu e ste fottute pietre!"
Sì , c'è qualcosa che non va tra vecchi e giovani, Michele Serra paventa addirittura una futura Guerra Mondiale fra le due generazioni! "Gli sdraiati" è una gran bella riflessione sul conflitto generazionale.Al contrario di altri libri sull'argomento, mi vengono in mente i vari Lettera al figlio...lettera al padre e via così, lungo il festival dell'ovvio e del buonismo a tutti i costi , il testo di Michele Serra non annoia mai, le osservazioni sono acute e ironiche , alla fine una mezza idea di fare del sano trekking ti fa saltare su da quel maledettissimo divano dove tutti noi ci sdraiamo.

di Luigi De Rosa 

21 nov 2013

Il paese del Dente di Leone

Storia di una lumaca che scoprì l'importanza della lentezza

di Luis Sepùlveda
Guanda pagine 95 € 10,00
isbn 9788823505032

Credo che presto nelle enciclopedie accanto ai mitici Fedro ed Esopo , di questo passo, fra i maestri favolisti , si può dire così?,verrà citato anche il cileno Luis Sepùlveda. Con "Storia di una lumaca..." sono ormai tanti i personaggi a quattro zampe e non che popolano la sua produzione letteraria.
Ci ha conquistati, tanti anni orsono, con la famosa gabbianella,poi gatti, cani e sorci non sono mai mancati fino ad ora che ha deciso di sorprenderci raccontandoci della Lentezza,della Memoria e dell'Identità da conquistare con l'aiuto di un animaletto,piccolo piccolo, innocuo e indifeso: la lumaca.
Dunque, c'era una volta sotto un grosso calicanto un gruppo di lumache,queste Arionidi : piccole, grandi, giovani o vecchie vivevano mangiando le foglioline del dente di leone che sotto il fusto della pianta cresceva rigoglioso ed erano felici, se si può dir felice chi mangia, beve e dorme e ignora beato tutto il resto perchè dalla sua esistenza ha eliminato nomi e domande. Una lumaca è una lumaca, striscia e mangia, non ha bisogno neanche di un nome proprio, a che gli serve? E pensare che Etienne Pascal (padre del filosofo) ne ha fatto una curva algebrica, e che dire di quelle che a miliardi di miliardi affollano i nostri computer,chioccioline petulanti!, per non parlare delle escargot. Ma no, le lumache di Sepùlveda si fanno i fatti propri, il mondo comincia e finisce sotto un calicanto, fino a quando una di loro, la più giovane di tutte,comincia a chiedere e a chiedersi perchè è così lenta? I cavalli corrono, gli uccelli volano, perchè loro devono strisciare? Ma soprattutto perchè nessuna di loro ha un nome?  Signora lumaca, signor lumacone, lumaca uno,due,tre...ma perchè le lumache non hanno nomi propri? Stretta la foglia,larga la via , vi ho detto la mia correte in libreria a leggere la sua, quella di Sepùlveda.

di Luigi De Rosa

(le foto nel post sono tratte dal web)




20 nov 2013

A diventare ciechi s'impara duramente

Ma come tu resisti, vita
di Mariapia Veladiano
Einaudi pagine 126 € 12,00
isbn 9788806218720

Nella mia libreria personale metto questo testo della Veladiano , fra "La prima sorsata di Birra"di Philippe Delerm e "Momenti di trascurabile felicità" di Francesco Piccolo. Il testo appartiene a questo genere letterario, raccolte di considerazioni sulla vita, sul tempo,sull'amore, sulla morte, sul dolore e la gioia. Ma a questo sciame di pensieri la Veladiano, al contrario dei precedenti autori citati, aggiunge quello non meno interessante dello smarrimento Cristiano, "Ma come tu resisti,o vita" è un verso tratto dal Cantico Spirituale  di Giovanni della Croce. In Veladiano , la prima sorsata di birra, questo come tanti altri momenti di trascurabile felicità diventa Fede, quella che non dà spettacolo, quella che si trova a sorpresa dietro un angolo nella solitudine più totale, con lei s'impara duramente a non diventare ciechi come ci vuole questa società malata, che ci vuole stupidi consumatori dell'inutile.Un rosario di grani di carta, preziose riflessioni che consiglio a tutti.

di Luigi De Rosa

15 nov 2013

La Costituzione spiegata ai ragazzi

La Costituzione siamo noi

di Tonino Scala
Prefazione e Grafica di Enrico Catapano
Il Quaderno edizioni
pagine 130 € 10,00
isbn 9788890615061


Qualche giorno fa ero davanti alla TV e seguivo Lilli Gruber intervistare nella
sua trasmissione "Otto e mezzo" Andrea Scanzi e Michele Serra. I due scrittori raccontavano delle occasioni che le rispettive generazioni di
quarantenni il primo e sessantenni il secondo,
avevano perso per dare uno scossone alla malapolitica. In fondo abbiamo visto cadere i vecchi partiti : DC,PC,PSI etc senza fare niente, abbiamo visto sorgere il Berlusconismo adattandoci un'altra volta alla mala politica." L'Italiano si fa secco , ma non muore!"si dice.Secondo me
prima o poi a tirare la corda si muore. Se continua la malapolitica si fa la fine della Grecia, se continua
la malapolitica si muore tutti di cancro ed è inutile scrivere nelle etichette che i pomodori sono padani, quando avranno finito con la Terra dei fuochi cominceranno con la Vostra di terra, perchè, signori miei, i delinquenti parlano tutti i dialetti!Non crediate che il vostro razzismo sia scudo ai mali degli altri! Che c'entra questo discorso con un libro sulla Costituzione spiegata ai bambini e illustrato dai bambini?
Perchè insegnare i diritti, i doveri, le leggi dello Stato alle nuove generazioni è
una di quelle occasioni da non perdere! Va bene Peppa Pig, va bene la Play station, ma
quando il divertimento diventa quello che Blaise Pascal definiva "divertissement" dalla radice
latina "devertere" , allontanare, vale a dire divertimento inteso come allontanamento dalla realtà,
dai valori sociali, civili etc. Ebbene è dovere dei genitori intervenire per evitare di consegnare
al futuro un'altra generazione di sconfitti in attesa di un miracolo.
Questo testo chiaro nel linguaggio, dalla grafica accattivante con schede di verifica alla fine, lo
consiglio anche a quei docenti che sono alla ricerca di uno strumento didattico che possa rappresentare un valido aiuto alla comprensione della Costituzione per alunni sia della scuola primaria che secondaria di primo grado.

di Luigi De Rosa



13 nov 2013

Alzheimer, perduta...mente

Perdutamente
di Flavio Pagano
Giunti pag.232 € 12,00


  Mi torna alla memoria il celebre titolo del saggio scritto da Oliver Sacks "l'uomo che scambiò sua moglie per un cappello", di primo acchito sorridi a questa che sembra una situazione inverosimile,comica, poi, leggendo il libro si comprende che l'uomo che ha questa falsa percezione della moglie, un musicista serio ed apprezzato da tutti, è uno dei pazienti del dottor Sacks con lesioni encefaliche di vario tipo, dunque stiamo parlando di sofferenza, di un dolore che, ci hanno insegnato il dottor Sacks e il dottor Alzheimer, non rimane circoscritto al singolo malato ma coinvolge i suoi cari così come tutta la comunità. Oggi ci sono nel mondo 35 milioni di malati di Alzheimer nel 2050, con l'aumento dell'età media di altri 3 anni, saranno 120 milioni, un sessantacinquenne su otto è destinato ad ammalarsi. Riuscite a immaginare le conseguenze sociali ed economiche alle quali la nostra società andrà incontro?
Questo libro l'ho trovato interessante per questo, perché in modo colto , intelligente e anche comico, di quell'umorismo che apparteneva ai De Filippo, visto che l'autore è napoletano, riesce a calare il lettore in questo mondo tragico e grottesco nel quale vivono i malati di Alzheimer e i loro familiari.
La storia è quella di un giornalista che vive in un antico palazzo nobiliare del centro storico di Napoli. Con lui ci sono Penelope, sua moglie, padana doc, i due figli  Piernunzio, scugnizzo di sei anni sempre pronto a bisticciare con la nonna alle prese con il signor Alzheimer,Gianciro impegnato con gli studi universitari e soprattutto la fidanzata spagnola, Cayetana, infine Rinaldo, fratello del giornalista,scapolo impenitente e Wimal tuttofare indiano che aspetta il miracolo di San Gennaro come fosse l'illuminazione del Buddha. Una mattina il protagonista del romanzo viene raggiunto dalla telefonata preoccupata di un amico che alla stazione centrale di Napoli in attesa di chissà quale treno ha trovato per caso sua madre , in palese stato confusionale. Il giornalista corre in soccorso della madre, scopre che l'anziana ha con lei una lettera e per giunta non vuole rivelargli la meta del suo viaggio. Comincia così una nuova vita per tutta la famiglia, la nonna è malata dicono i medici ed è doloroso scoprire che tua madre non ti riconosce più, spesso ti scambia per altre persone, è doloroso vederla rabbiosa e violenta, ma anche debole e incapace di badare a se stessa. E' aberrante scoprire che chi ti dovrebbe aiutare, lo Stato nelle vesti dell'INPS si mostra ancora una volta debole con i furbi, latitante con i deboli. Ma più di tutto , l'Alzheimer che mille volte ti fa dimenticare te stesso e mille altre ti sorprende quando, miracolosamente, in un attimo di lucidità, ti restituisce alla tua memoria e ai tuoi cari, è una malattia che incenerisce ,senza pietà. Sei come morto e non lo sai, tuo padre, tua madre che ne soffrono non ci sono più, eppure stanno ancora lì con te, abbandonati in un letto o su di una sedia guardano il vuoto. Caregivers, li chiamano i dottori americani, sono coloro , familiari e amici, che cercano di riempirlo questo vuoto, aspettando fiduciosi che prima della fine , uno dei tanti topolini sparsi nei laboratori di mezzo mondo dia un segnale di speranza e intanto non ci rimane a noi, al di qua del vuoto, di rimanere vicini ai nostri cari, non ci rimane che  inseguire perdutamente chi l'ha perduta la mente.

di Luigi De Rosa







30 ott 2013

semplicemene Fabrizio

A Fabrizio De Andrè
Anarchico fra gli anarchici
Indiano fra gli indiani
Rom tra i rom
Pirata tra i pirati

Grazie

di Walter Pistarini



Fabrizio De Andrè 
Canzoni nascoste
storie segrete
di Walter Pistarini
Giunti pagine 221,€ 19,90
isbn 9788809786349

disponibile in libreria

4 ott 2013

34 edizione della sagra dell'uva a Priora ,Sorrento.

Priora
da Casale a Parrochia
di Antonino Cuomo
collana curata dall'Associazione Studi Storici Sorrentini
Nicola Longobardi Editore 91 pagine € 15,00



Osservò quei maledetti dadi e l'rritazione che l'assalì, quasi lo costringeva a piangere davanti a tutti i convitati,ma tenne a freno le lacrime di rabbia. Toccava a lui fare il porcillator o arbiter bibendi e quella sera non avrebbe potuto bere un sorso dell'agognato surrentum, il vino delle colline di Monte Corbo. Pollio Felice guardò il nipote, quasi scusandosi, tolse i dadi dal tavolo e gli chiese di versargli il vino senza diluirlo con l'acqua, l'unico romano al mondo che odiava l'acqua nel vino! Publio Papinio Stazio invece smise di declamare poesie e appena vide i servi entrare con le brocche, si fece versare il miscuglio magico ( mandorle tritate,cavolo crudo e polmone di capra) : vomitò pure l'anima e così "felice" il giovane poeta lasciò il triclinio e conquistata la sua parte di surrentum (dieci parti di acqua e cinque di vino) diede inizio al baccanale...Probabilmente questa scena si sarà svolta centinaia di volte nelle splendide ville marittime che da Varano (Castellammare di Stabia) a Sorrento punteggiavano la costa ,infatti i ricchi romani da quando l'imperatore Tiberio si era trasferito a Capri avevano scoperto la bellezza della Terra delle Sirene e non ultimo il suo vino, surrentum , che Pompeiani e  Partenopei preferivano  al mitico Falerno, tale vino ancor oggi viene festeggiato nella zona collinare di Sorrento presso l'antico borgo di Priora.
Domenica  6 ottobre ore 19:30 saranno aperti al pubblico gli stand lungo la strada antistante la chiesa parrocchiale di Sant'Attanasio dopo le celebrazioni per la Beata Vergine del Rosario.
Il testo "Priora" è un saggio impreziosito da citazioni e foto sulla storia centenaria dell'antico borgo sorrentino che consiglio agli appassionati di storia locale.

di Luigi De Rosa

Di Priora il bel liquore
che dai grappoli stillò
chillo capo 'mbriacone
Bacco,sempre sorseggiò
e
Mont'a coro*,Mont'a coro;
'sta campagna e 'nu tesoro
Trezze nere e surzo d'oro
cielo e mare canta a coro:
Mont'a coro,mont'a coro!

di Saltovar 
(Silvio Salvatore Gargiulo, poeta e mecenate sorrentino detto Saltovar)

* Monte Corbo


3 ott 2013

Parole mammalucchigne

Magaria

di Andrea Camilleri
Mondadori 80 pagine € 15,00
isbn 9788804632023


Andrea Camilleri non smette mai di sorprenderci, la fantasia e la voglia di raccontare sembrano quelle di un bambino, un bambino che gli anta li ha superati da un pezzo ma non sembra affatto per lucidità e acume, appartiene a quella nutrita schiera di geni della penna penso alla Yourcenar,alla Pivano, a Borges o Pablo Neruda che d'inventare e raccontare non hanno mai smesso fin dal primo vagito. In questa fiaba, Camilleri racconta il rapporto nonni nipoti, a modo suo, ricorrendo alla magia e alla superstizione. Naturalmente non rinuncia alla sua Sicilia che è presente con il mare cristallino le pale dei fichi d'India, i cespugli di capperi, le filastrocche e le parole mammalucchigne, quelle che ripetute come un mantra possono realizzare sogni o spezzare incantesimi. Lo scrittore agrigentino non rinuncia neanche al suo umorismo,Pirandello docet, strizza l'occhio a noi lettori proponendoci tre possibili finali della stessa fiaba, quale sceglieremo ? Forse quello che, come ci ricorda Gramellini, è descritto nell'ultima riga?
Una fiaba tinta di giallo montalbano, c'è una bambina che scompare, a voi lettori la possibilità di ritrovarla.

di Luigi De Rosa

1 set 2013

Napoli,citta della seta

Napoli,citta della seta
Produzione e mercato in età moderna
di Rosalba Ragosta
Donzelli Editore 243 pagine € 27,00
isbn 9788860363374







Prof.Rosalba Ragosta,Università degli Studi Parthenope
C'era una volta la via della seta,Seidenstraße, la chiamò il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen  che per primo la studiò dettagliatamente, Baricco l'ha narrata in un romanzo d'amore struggente "Seta", rendendo in parte l'emozione di questa via magica percorsa centinaia di anni fa da migliaia di uomini che lasciavano Xi'an in direzione di Gansu,si tuffavano coraggiosi nell'ignoto,navigavano il fiume giallo fino alle Grotte di Mogao. Erano uomini forti e tenaci, portavano la "seta" di cui conoscevano il segreto della produzione, mai gli Europei avrebbero potuto pensare che essa era il frutto di un animale,piccolo e prezioso come un diamante, mai i Cinesi avrebbero svelato voluto svelare loro questo segreto che gli fu poi rubato. Dalle Grotte di Mogao poi, i mercanti della seta attraversavano i Monti Celesti ai piedi del Tibet da lì giungevano nell'antica Sogdiana,qui,  dopo essersi rifocillati, attraversavano Uzbekistan, Afghanistan,Afghanistan Turkmanistan e Iran fino a Baghdad, porta d'Europa. Qualche secolo dopo,siamo alla fine del Cinquecento, un brulicare di uomini risale la penisola dalle Calabrie, i nuovi mercanti come gli antichi Cinesi portano il loro magnifico carico di seta a Napoli, il segreto della produzione infatti da tempo era stato carpito ai Cinesi da Missionari scaltri che avevano avuto lo stesso intuito della mitica imperatrice Hsi Ling Shi. Dunque,Napoli che con i suoi 250mila abitanti non teme confronti con Firenze ,Genova etc è alla fine del Cinquecento una delle capitali della Seta. Migliaia di industriosi Napoletani a quei tempi erano  legati all'Arte della Seta, tornitori,tintori, setaioli, mercanti, baroni e Re, tutti si affannano intorno al prezioso carico, i fili di seta legano l'intera città a sogni di benessere economico per tutti, ma proprio con la stessa leggerezza di un filo di seta questi sogni e questo benessere si spezzerà irrimediabilmente un paio di secoli dopo. La professoressa Rosalba Ragosta realizza con questo testo uno dei primi studi storico economici dello sviluppo  del commercio della seta in Napoli fra la fine del Cinquecento e i primi del Seicento. L'analisi dettagliata delle numerose fonti, alcune inedite, individua i fattori che determinarono la crescita e il successo di quest'Arte nella capitale partenopea così come i fattori che più tardi ne determinarono la crisi.Il mondo della seta ha conquistato Napoli e i Napoletani per molti secoli incidendo profondamente sia nel tessuto urbano che in quello sociale. Il saggio è arricchito da illustrazioni di vestiti d'epoca, riproduzioni  di Campioni di stoffe della Bibliothèque National de France,Raccolta Richelieu, Tabelle sulla produzione serica nei secoli, sul tasso di occupazione e una accurata Bibliografia.

di Luigi De Rosa

 






12 ago 2013

Il windigoo che stuprò mia madre

La casa tonda

di Erdrich Louise
2013, 381p.; Feltrinelli€ 19,00
isbn 9788807030529


Joe ,tredici anni , con suo padre Coutts, giudice tribale, stanno percorrendo la strada sterrata che porta alla Round House (la casa tonda) edificio sacro della comunità indiana dei Chippewa, siamo in North Dakota è il 1988, i due sono preoccupati, Geraldine rispettivamente mamma e moglie non ha fatto ritorno a casa ed è un ritardo assai strano. D'un tratto proveniente dalla direzione opposta nell'altra carreggiata,eccola!, Geraldine in auto li supera senza degnarli di uno sguardo. Coutts fa inversione di marcia e insegue la moglie , entrambe le automobili si fermano davanti al garage di casa Coutts. Il giudice scende dalla propria vettura, apre lo sportello dell'auto della moglie e viene investito dal  puzzo vigoroso di vomito e di benzina; la donna non si muove, ha le vesti strappate, sangue dappertutto sull'inguine. E' stata picchiata e stuprata. L'uomo non perde tempo afferra la donna e la conduce in ospedale non prima di aver ordinato a Joe di avvisare il resto della Comunità.
Questo romanzo comincia così con uno stupro e una donna che per miracolo sopravvive ad esso prima di rinchiudersi in un silenzio quasi autistico.
Joe, il figlio adolescente è sconvolto, cercherà in tutti i modi di scoprire chi è stato. All'inizio crede di aver scoperto il colpevole nel giovane prete cattolico, Padre Travis, ex marine, con una grossa cicatrice che gli sfregia gola e petto, alla fine però il giovane indiano subirà una dura lezione dal prete fisica e morale "Dio è buono, Misericordioso, tutto guarisce", ma Joe non sopporta la morale cattolica ,lui vuole la vendetta, lui vuole il windigoo, l'uomo bianco, che ha fatto del male alla madre perché lo vuole impiccare e così vendicare la Comunità. Il rancore del ragazzino aumenterà a dismisura quando il padre e l'agente dell'FBI, Bjerke, scopriranno il nome  dello stupratore ma per un assurdo groviglio burocratico saranno costretti a lasciarlo libero. Lo stupro e il tentato omicidio sono avvenuti presso la casa tonda che è in parte sulla terra indiana e in parte nel parco naturale federale, dunque non si riesce a capire se la giurisdizione sia indiana o federale. Joe però non è disposto a lasciare il windigoo libero di farla franca, chiede aiuto all'amico Cappy, i due giovani indiani riusciranno a punire l'uomo bianco? "Un capolavoro" l'ha definito Philip Roth che scava nelle contraddizioni che caratterizzano da secoli i rapporti Nativi e Americani. ,in un periodo storico particolare perchè un uomo di colore è alla Casa Bianca, Barack Obama. La Erdrich racconta gli Indiani d'oggi, senza retorica; sono lontani i tempi delle belle fiabe come "Balla coi lupi","Piccolo grande uomo" o "Soldato blu", con un linguaggio foulkneriano la scrittrice, anch'essa con sangue cheppewa nelle vene, vuole denunciare alla comunità internazionale il "femminicidio" indiano, l'86% degli stupri di donne indiane è commesso da non nativi e per una serie di leggi federali , gli stupratori bianchi non vengono perseguiti. Barack Obama si occuperà anche dei Nativi?
Infine mi piace segnalare le scene umoristiche che ci sono nel romanzo che rendono la narrazione meno cupa e più piacevole, specialmente quelle che descrivono gli adolescenti  che hanno fatto pensare molti critici al capolavoro di King "Stand by me", mi vengono in mente le corse in bici nella riserva, la scoperta degli antichi riti ,la scoperta del sesso come gioia e divertimento tipo lo spogliarello della procace Sonja di fronte al vecchio sciamano Mooshum. Inoltre in tutto il romanzo l'autrice strizza l'occhio a Star Trek, che nell'immaginario adolescenziale di Joe e dei suoi amici, più degli antichi riti e della religione cattolica rappresenta la sua vera linea di guida, quasi che "The Next Generation" con i suoi assurdi personaggi e mondi immaginari, sia portatrice di insegnamenti più intelligibili e più umani.
 di Luigi De Rosa
Louise Erdrich,scrittrice

7 ago 2013

La boule de neige di Maurizio de Giovanni

I bastardi di Pizzofalcone

di Maurizio De Giovanni
Einaudi 316 pagine €18,00
isbn 9788806215736



Sono belle e misteriose le boule de neige, fin da quando furono inventate qualche secolo fa. Quei mondi di vetro che ricordano le sfere delle fattucchiere, sono clessidre che marcano il tempo dei sogni ma, talvolta,anche quello degli incubi, sì, perchè è un incubo quello che copre lentamente la polvere bianca della boule raccolta sotto la panca in casa della povera donna Cecilia de Santis ,dal commissario Giuseppe Lojacono. Il poliziotto osserva la bambolina con l'ukulele che canta felice la bellezza dei mari del sud dentro la palla di vetro, mentre tutt'intorno alla base della stessa, vischioso e nero, si spande il sangue della donna assassinata. E' stato un colpo terribile sferrato con quel souvenir di sogni alla base del cranio a porre fine alla vita della signora De Santis, moglie del notaio Arturo Festa.  Il commissario siciliano non fa una piega, sa che il nome e cognome di qualsiasi assassino è scritto nell'arma che ha adoperato per uccidere  ed è da lì che comincerà la sua ricerca. Ad aiutare il commissario in questo nuovo episodio saranno i poliziotti del Commissariato di Pizzofalcone,definiti dalle malelingue "bastardi", perchè si tratta di indesiderati, uomini e donne che si sono tutti macchiati di qualche episodio increscioso che, sotto la guida di Lojacono e dell'esperto capo commissariato Gigi Palma, avranno l'occasione di riscattare se stessi. De Giovanni ce li presenta uno ad uno, i suoi bastardi, come se anche noi lettori prima di proseguire nella lettura dovessimo fare squadra, imparare ad averne fiducia e forse, così sarà. Dunque in un lussuoso appartamento Mayya , colf bulgara, scopre il cadavere della sua padrona , la signora Cecilia de Santis. Cominciano le indagini, affidate per competenza a quelli di Pizzofalcone. Lojacono, da poco trasferito in quel commissariato dimenticato da Dio e dagli uomini, s'imbatte da subito in un muro di gomma, quello formato dai collaboratori del notaio Arturo Festa, tutti con le bocche cucite, tutti decisi a coprire l'ennesima scappatella del loro datore di lavoro che messo alle strette confesserà di aver passato il weekend a Sorrento in compagnia di una donna della quale si rifiuta di rivelare l'identità. Lojacono non è tipo da darsi per vinto al primo intoppo , è pronto a dare la caccia ad un nuovo infido "coccodrillo".
Un'altra bella prova di Maurizio De Giovanni che strizza l'occhio al grande Ed McBain, penso ai "bastardi" dell'87° Distretto, Steve Carella & C. e come il mitico romanziere italo-americano non vi deluderà.


di Luigi De Rosa





Maurizio De Giovanni,scrittore














29 lug 2013

Prima regola : proteggi il tuo Re

Non volare via
di Sara Rattaro
Garzanti 222p.; € 14,90
isbn 9788811684428

Prima regola : proteggi il tuo Re. Chiunque abbia dimestichezza con il gioco degli scacchi sa che ignorando questa regola perderà in partenza, i principianti cadono spesso in quella che noi italiani definiamo "la mossa del barbiere", non si protegge la casella f7 del nero lasciando il Re alla mercè del bianco che ne fa un boccone.
Alice è impalata, di fronte a lei c'è la scena che ogni bambina non si augura di vedere nel peggior incubo: suo padre Alberto sta baciando appassionatamente una donna che non è sua madre.
Sconvolta l'adolescente scappa via. Il Re ha subito lo scacco. Alberto torna a casa dopo aver salutato Camilla , la sua amante, ritrovata dopo vent'anni, il suo primo grande amore , il suo primo bacio , il suo primo abbraccio, la sua piccola ballerina , il suo piccolo cigno che come la grande Anna Pavlova danzava sulla musica di Camile Saint Saens e come l'artista russa un giorno, di punto in bianco,era volata via proprio come uno dei cigni del famoso lago, perchè vincitrice di una borsa di studio dell'Operà. A casa Sandra , la moglie di Alberto è sconvolta, sono ore che Alice non si trova e non è normale perchè Alice come tutti loro è una bambina responsabile, cresciuta presto da quando è venuto al mondo Matteo, nato sordo, il bambino è l'altro Re alcentro della scacchiera ed è protetto da tutti loro. Alla fine , Alberto che non dice alla moglie di aver visto Alice e di essere lui la causa della scomparsa , viene messo con le spalle al muro. Il poliziotto chiamato ad indagare sulla scomparsa di Alice entra in possesso del cellulare della bambina, insieme ai genitori legge gli ultimi messaggi della bambina, fra questi c'è quello di Alberto che la prega di non fare sciocchezze , le spiegherà...Spiegare cosa, perchè hai mentito Alberto?
Interessante è originale questo romanzo della Rattaro che al centro della scacchiera pone proprio lui, il Re sconfitto , il pater familias di oggi che sembra non riuscire più a tenersi una famiglia, tradisce la moglie, delude la figlia, possibile che sia bastato un amore adolescenziale a farlo cadere? Eppure sembra che ha dargli una chance sia proprio l'elemento più debole della scacchiera il pedone, Matteo, l'ultimo arrivato che il destino ha condannato al mondo dell'ipocusia. Un giorno la logopedista pone un disegno davanti a Matteo, nel ritratto ci sono tre uccellini uno però è volato via: "quanti ne restano?" Gli domando la dottoressa. Matteo le risponde, nel suo oralismo stentato : Pecchè vola via?" I bambini ci sorprendono sempre perchè hanno una logica che va oltre la nostra che in fondo è banale prodotto del nostro eterno egoismo, la risposta per un bambino che sta perdendo il padre è : perchè vola via dal nido l'uccellino? Ma noi adulti invece lo rimproveriamo, gli gridiamo asino!, fa due!

di Luigi De Rosa




La frase  : Una sera scoppiai : "Ho paura, Sandra.Non ce la faccio a fare il padre. Non sono all'altezza. Lei ha bisogno di una marea di cose che io non so, e sarò un disastro."
"Sarai un bravo papà e lei sarà pazza di te : lo capirai un giorno, quello che ti sto dicendo. Un giorno, quando chiederà solo di suo padre. Non devi imparare tutto insieme, lo imparerai con lei, basta che tu sia te stesso. Affettuoso e responsabile, ingenuo, apprensivo e normale. Sarai il suo papà  e nessuno vi potrà mai dividere perchè lei sceglierà sempre te. Ti cercherà in ogni uomo che incontrerà, e per questo motivo le sembrerà sempre di accontentarsi."
da Non volare via di Sara Rattaro;Garzanti 2013

28 lug 2013

Ascoltate la voce della mia anima, Elliot

Luoghi che non si trovano sulle mappe

di Berta Noy
Fabbri 227p., € 12,90
isbn 9788845198106

"Ascoltate la voce della mia anima.Il primo istante che vi ho veduta, il mio cuore s'è subito sentito incline a servirvi". The tempest,William Shakespeare.
Tutto ha inizio dalla fine in questo romanzo della catalana Berta Noy, Clàudia Costello apprende della morte dell'amore della sua vita, Elliott Kerr e ne è sconvolta, un'auto ha investito il musicista inglese che da anni abitava a Barcellona , mentre passeggiava con la sua bicicletta lungo il viale che percorreva tutti i giorni per tornare a casa. Il vero tormento di Clàudia nasce dal fatto che lei è l'amante di Elliott. Soffre come Montse, la moglie di Elliott Kerr, ma deve tenersi tutto dentro. A sua volta Clàudia è sposata con Quim ed ha una figlia adolescente Laia.
Il tormento e la sofferenza per questa donna è , per certi versi , tremendo, amava quell'uomo, insieme avevano progettato un futuro insieme, avevano ormai preso la decisione di uscire allo scoperto e dire la verità ai rispettivi partner. Ma ora di fronte al lutto, che fare? E' giusto sconvolgere la vita di una vedova. Non è da egoisti. Le amanti, quelle che portano via l'uomo ad un'altra che diritti hanno in questi casi. Hanno torto, devono tacere, devono soffrire in silenzio, è la loro punizione? Claudia cerca consiglio dalle amiche di sempre Eva e Mar che nella vita, come lei, hanno dovuto affrontare situazioni intricate e optare per delle scelte non sempre semplici, poi quando tutto sembra indicare alla donna la direzione giusta , ecco una nuova notizia sconvolgente: Clàudia è incinta di Elliott.
Una storia d'amore intricata e delicata questa della Noy che non mancherà di sorprendere i lettori per la costruzione narrativa  e i colpi di scena da romanzo giallo, in fondo nella vita sono tante le direzioni da poter prendere e l'unica cosa certa e che a prenderle alla fine tocca solo a noi.

di Luigi De Rosa


 La frase di : Ci sono posti in cui pensi che non andrai mai,posti irrangiungibili, così lontani e pericolosi da non essere quasi reali, posti che non trovi sulle mappe e nemmeno sulle carte nautiche perchè esistono solo in te stessa, sono un'invenzione della mente,del cuore e delle viscere, spazi in cui non osiamo neanche immaginare di poter passare;  sono luoghi inesistenti per i quali invece varrebbe la pena rischiare tutto, appendere la vita al chiodo e tuffarsi nella chimera.Credo che ognuno di noi abbia un posto così, forse dovrei dire ognuna di noi; forse questa illusione  appartine più a noi donne, che abbiamo una tendenza innata a costruirci favole  nella nostra fantasia e che amiamo pensare ,nonstante tutto, che il principe azzurro non solo esiste, ma sa anche dove siamo e un giorno o l'altro verrà a prenderci.
 da Luoghi che non si trovano sulle mappe di Berta Noy; Fabbri 2013.

Consigliato a chi ha letto : Ve dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro ; Bompiani
Berta Noy,scrittrice