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14 dic 2013

Horror in Scandinavia

La mano
di Henning Menkell
Marsilio;pagine 137 € 12,00
isbn 9788831716680


Così come succede con Camilleri, quando arriva in libreria il suo nuovo romanzo, i lettori mi chiedono: è un Montalbano?, alla stessa maniera per Menkell posso rispondervi che "La mano" è un Wallander, facendo riferimento al suo di celebre commissario di polizia. In effetti non penso di fare un azzardo se li avvicino questi due splendidi scrittori, entrambi di sinistra e impegnati politicamente, Menkell da anni si divide fra la Svezia e il Monzambico,dove da qualche anno ha fondato una propria casa editrice con il fine di aiutare giovani talenti africani e, come il nostro Camilleri, quando vede "le cose storte" certo non le manda a dire.Ma torniamo al romanzo. Kurt Wallander è stanco di vivere a Ystad, forse è stufo della stessa Scania, vorrebbe trasferirsi in campagna , comprarsi un cane e poltrire, finalmente!
Una mattina mentre il commissario si gode il meritato giorno di riposo , squilla il telefono (diamine è sempre così!) all'altro capo c'è il collega Martinsson, per fortuna non l'ha chiamato per annunciargli una disgrazia, anzi si tratta di una bella notizia,il cugino della moglie ha ereditato una vecchia casa di campagna a Loderup, l'ha messa in vendita, sarebbe il caso di andarci a dare un'occhiata e poi, per i soldi, si ci mette d'accordo,fra colleghi...
Wallander saluta Linda,sua figlia,che gli fa compagnia dopo la morte della madre, e in auto si dirige a Loderup. Il poliziotto sceso dall'auto entra in casa, con le chiavi consegnategli in precedenza da Martinsson in Centrale, e da un 'occhiata alla casa; antica ma con mura ancora solide, "certo qualche spesa andrà affrontata ma è proprio quella che cercava", quindi il commissario passa in rassegna il giardino ed è qui che il poliziotto inciampa in quella che all'inizio gli sembra una radice, poi a ben guardare si rivela la mano scheletrica ,di chi? Gli esami della Scientifica diranno di una cinquantenne, morta almeno quarant'anni prima: assassinata!, ma da chi? e non è finita nel giardino sarà ritrovato un altro cadavere, e allora? Un altro intricatissimo caso per il commissario Kurt Wallander è iniziato.

di Luigi De Rosa

27 lug 2013

On m'appelle Renzo...

Eva
Le vendicatrici


di Massimo Carlotto
e Marco Videtta
Einaiudi 183p.,€ 15,00


On m'appelle Zobi, oui c'est moi la mouche . J'suis pas tant crédible, car on me trouve louche . Ceux qui lisent la Bible en ouvrant la bouche sont des jolies cibles, des gobeurs de mouches...Non so se avete mai ascoltato questa canzone cantata dal gruppo francese "Les Negresses Vertes" è musica che fonde ritmi latini e tzigani, l'autore canta di Zobi , una mosca, che ne combina di tutti i colori, del resto la mosca è per sua natura fastidiosa come lo è Renzo Russo, uomo bello e affascinante che ha, fra i tanti difetti,quello di amare il gioco e le belle donne. Dunque Renzo Russo sul tavolo verde ha dilapidato grandi fortune, ne sa qualcosa la sua ex moglie Eva d'Angelo (ancora innamorata di lui), proprietaria di una profumeria a Roma che gestisce con due indivisibili amiche Ksenia,la siberiana e Luz, la colombiana, omosessuali e legate da un amore inscindibile l'una all'altra.
Renzo Russo è anche uno che , come Zobi la mosca, i guai se li va a cercare, così seduce Melody Mascherano , ragazza bellissima e testa matta  appartenente alla famiglia dei Mascherano, potente clan di etnia Rom che a Roma controlla lo spaccio della droga, ma questa volta i ventimila euro che riesce a truffare ai Mascherano gli costeranno carissimi. Innanzitutto Melody, avendo scoperto che il suo Renzo ha fatto ritorno nel letto dell' ex moglie che, come tutte le donne innamorate, è sempre pronta a perdonare, decide di vendicarsi. Appeso l'accordéon al chiodo, lo strumento musicale che di solito adopera per avvisare i negozianti taglieggiati che è venuta l'ora di pagare il pizzo, sfodera il suo micidiale rasoio e con questo sfregia il viso di una inconsapevole e innocente Eva. Renzo che apprende della terribile vendetta della sua amante in un secondo momento perchè impegnato, come al solito, nei suoi traffici si dilegua, sa che Serse Mascherano il potente capo clan a lui non deturperà il viso come è costume della nipote , ma taglierà la gola. Tutte queste gelosie e vendette innescheranno un meccanismo di azioni sempre più violente e cruente che solo la cocciuta determinazione del  commissario Mattioli, altro personaggio chiave del romanzo, riuscirà a contenere non senza aver ottenuto l'appoggio di Eva che dovrà imparare a mettere fine a quello che credeva l'amore della sua vita. 
 Carlotto e Videtta firmano un romanzo "criminale" che vi terrà inchiodati alla sedia fino all'ultimo capitolo.
di Luigi De Rosa

Consigliato a chi ha letto:

Ksenia - Le vendicatrici di Massimo Carlotto e Marco Videtta,Einaudi.
Gioco Perverso Massimo Lugli, Newton & Compton.
Giancarlo De Cataldo Romanzo criminale Einaudi.

18 mar 2013

La montagne se désole

Pista nera
di Antonio Manzini
Sellerio pagine 275 € 13,00
isbn 9788838929090
Antonio Manzini

Presso la stazione sciistica di Champoluc,siamo in Valle d'Aosta, gli addetti alla manutenzione degli impianti sono alle prese con la pista da sistemare per le migliaia di turisti che giungeranno l'indomani,Amedeo Gunelli,giovane precario,sul suo cingolato sta sistemando la neve quando il suo datore di lavoro,Luigi Bionaz, gli comanda di dirigersi più a valle dove pietre e terreno hanno preso pericolosamente il posto della neve. Il ragazzo sceglie ,per dirigersi sul posto, la scorciatoia del Crest, ma mentre scende il cingolato sbanda, ha urtato qualcosa,saranno galline,viste le piume che invadono la pista? Amedeo , si disfa dell'inseparabile canna, e si avvicina a quello che sembra un animale morto al centro del tracciato , poi corre a bordo pista è vomita, quando capisce che le piume sono quelle di una giacca da neve che lui ha incidentalmente fatto a pezzi come il loro proprietario, passandoci sopra con i cingoli.
Il cadavere è quello di un siciliano, Leone Miccichè sposato con Luisa Pec una ragazza del posto con la quale aveva deciso di metter su un famiglia,ad investigare è chiamato il commissario,perdon, il vicequestore Rocco Schiavone, romano de Roma, che è stato trasferito, perdon, sbattuto sulle montagne, perchè la disciplina sta a lui, come l'abbacchio a colazione.
Oltretutto ,lui poliziotto di città con le Clarks incollate ai piedi, si ritrova in un paesino dove tutti sono parenti, i colleghi, fatta qualche debita eccezione, sembrano i cloni di "Agatino Catarella", e il giudice un rompicoglioni. Rocco Schiavone, molto a malincuore, decide di dedicarsi a questo caso che sembra diventare sempre più ingarbugliato man mano che sembra giungere a soluzione.
Il giallo scritto da Manzini ha ritmo, sebbene ricorra a clichè di scuola Camilleri, l'invenzione del poliziotto unpolitically correct e un'ottima trama con un finale per niente scontato lo rende una piacevolissima lettura.
di Luigi De Rosa


(...)La montagne se désole

Parce qu'elle n'entend plus

Le son des sonnailles(...)

da La montagne desolaye di Benin Venance Sarre 1901-1980,poeta valdostano.