
Donna,
stringo forte le tue mani,
ancora tremanti di rabbia.
I tuoi occhi gonfi di lacrime,
danno libero sfogo al rancore.
Sul tuo viso ancora tumefatto,
i segni delle botte,
di chi ostinatamente chiamavi "amore".
Il tuo corpo,
esile e delicato ricoperto di lividi,
per la violenza,
di quella bestia:
chiamato uomo.
(la poesia è tratta da http://www.poesieracconti.it/poesie/opera-22018)
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