4 set 2010

Di quando una virgola partorì un eroe


Vi voglio segnalare un bellissimo articolo della giornalista Gaia Lusatti sul mensile "L'Espresso Napoletano" n°9 Settembre 2010, sulla scoperta della bussola, la tradizione marinara nel Golfo di Napoli, con accenni
storici anche su Amalfi e Positano ed eroi conosciuti e semi sconosciuti della Campania. Interessante è la ricostruzione biografica del famoso navigatore Flavio Gioia (amalfitano o positanese?)
Flavio Gioia intorno al 1300 avrebbe perfezionato la bussola inventata dai Cinesi, ma probabilmente , come esaurientemente documentato nell'articolo, questo personaggio storico non è
mai esistito. Flavio Gioia è il parto, non di una donna, ma della fantasia
e "dell'ignoranza? " di antichi traduttori. La leggenda vuole che l'umanista
Flavio Biondo avesse scritto che la bussola era invenzione degli Amalfitani.
Quasta notizia venne riportata con l'indicazione dell'autore: " a Flavio traditur" cioè
" viene detto da parte di Flavio", Biondo s'intende.
Poi una cattiva trascrizione pose una virgola "a Flavio, traditur"
intendendo che la bussola era stata inventata "da Flavio, a quanto si dice".
"L'errore" fu ripreso in seguito anche da altri studiosi in epoche successive
come Lilio Gregorio Giraldi (1541) nel suo De Re Nautica, lo storico napoletano
Scipione Mazzella, anch'esso non privo di fantasia, non si sa perchè aggiunse
che Flavio era nato a Gioia in Calabria da qui poi il definitivo: Flavio Gioia inventore della bussola.

Nessun commento: