
Sangue mio
di Davide Ferrario
Feltrinelli pagine 183 € 16,00
di Davide Ferrario
Feltrinelli pagine 183 € 16,00
Hallervorden-Spatz, che cos’è? E’ una di quelle malattie che quando te le diagnosticano, provi la stessa sensazione del condannato davanti al plotone d’esecuzione, quando il medico pronuncia quei due cognomi pensi “ecco,ha detto:fuocooo!”,ed una mitragliata ti falcia la vita.I dottori Hallervorden e Spatz individuarono questa sindrome neuro degenerativa in alcuni ”pazienti” nei campi di concentramento, in effetti è una specie di fottuto nazista che stà acquattato nel tuo cervello, può stare buono buono per anni, ma quando decide di venire allo scoperto ti rimangono solo dieci anni della peggior vita da trascorrere su questa terra.
Gretel ,la ragazza protagonista di questo romanzo, è una di quelle bionde con gli occhi celesti che sogni da bambino,fata nelle favole, un giorno le diagnosticano la sindrome di Hallervorden-Spatz , anzi le dicono che in Europa è l’unica insieme ad una ragazzo olandese Willem Karstens ad averla: quando si dice la ”fortuna”! Allora Gretel decide di partire, di andare ad Amsterdam da Willem, quasi che la condivisione del male potesse darle un po’ di sollievo, ma questo viaggio si rivelerà infruttuoso. Quindi decide di partire per il Santuario di San Biagio a Maratea, lì le amiche le hanno detto che dalle roccie fuoriesce una manna miracolosa, lì c’è una statua gigantesca di Cristo, sembra quella del Gesù brasiliano di Rio de janeiro, in quell’abbraccio di pietra crede possa succedere qualcosa di grande. Gretel decide di partire, all’università ha studiato antropologia, sa che gli indios prima di partire per un viaggio terapeutico scelgono un compagno, anzi Il compagno di viaggio, infatti è colui che si sceglie che potrebbe diventare la medicina al nostro dolore. Gretel decide così di proporre il viaggio al padre che non ha mai conosciuto. Un vecchio rapinatore di banche, un Vallanzasca in salsa piemontese che lei sa che di li a
qualche giorno uscirà di prigione dopo trent’anni trascorsi dentro per aver assassinato due poliziotti: Ulisse Bernardini,la canaglia che sedusse e abbandonò quella illusa di sua madre vent’anni prima.Davide Ferrario ci narra di un viaggio toccante che è proprio come i quadri di Walasse Ting che spesso fanno capolino sulle pareti degli studi oncologici perchè qualche cervellone ha deciso che trasmettono serenità e fiducia ai pazienti,colorati e sconcertanti, sensuali ed enigmatici,proprio come un viaggio verso l’ignoto.di Luigi De Rosa
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