23 giu 2013

L'amicizia tra donne è possibile?

La grande amica
di Catherine Dunne
Guanda 108p.,€10,00
isbn 9788823504103

Miriam, 55 anni, esperta informatica, vive ormai sola. Il padre 95enne è scomparso da poco, i suoi due fratelloni hanno imparato a volare da tempo e si sono fatti una nuova famiglia, com'è nella logica delle cose. Molti anni prima anche sua madre è scomparsa; era sopravvissuta ad un ictus e in quel momento al suo fianco ha avuto proprio lei, Miriam che imparò ad accudirla fino alla fine. All'epoca, dell'ictus materno, aveva sedici anni e per quelle tragiche circostanze del destino, dalla sera alla mattina, aveva imparato che nella vita i ruoli si ribaltano, niente è scontato, così a sedici anni ti ritrovi a fare tu da madre a tua mamma e non è facile. In quella gioiosa e tragica estate del 1973 Miriam pensava ad altro, il padre , visto che in famiglia servivano soldi, l'aveva mandata a lavorare in un albergo in uno di quei paesini turistici irlandesi sulla costa. In questo luogo di svaghi, di pub aperti fino all'alba con musica dal vivo e tanti ragazzi, Miriam conobbe Marie Thèrèse, una ragazza bellissima ed affascinante con la quale divise la camera d'albergo e il lavoro in sala. Le due ragazze diventeranno subito inseparabili. Merie Thèrèse sarà un'amica di quelle che ti insegnano a volare, ti insegnano a scegliere l'abito adatto e a vestire secondo la moda, ti mettono in guardia dalle fregature. Volare è prendere in affitto una Fiat 500 italiana, di quelle che se non sai cos'è la doppietta, non vai da nessuna parte. Volare a sedici anni è raccogliere uno zaino e i soldi delle mance ed approfittare di due giorni di ferie per partire all'avventura, senza una meta precisa. Volare è percorrere i villaggi della verde Irlanda, fare shopping e parlare di ragazzi, di quelli belli e affascinanti come Tony che alla fine ti spezzeranno il cuore. L'ultimo romanzo di Catherine Dunne è tanto breve quanto intenso ,lascia dentro il sapore delle ciliegie che si vedono in copertina, ma bisogna stare attente al seme che è sempre molto duro, come spesso si rivela la Vita.
Ancora un viaggio alla scoperta della "Metà di niente" che non deluderà né le lettrici né i lettori.

di Luigi De Rosa


Consiglio il libro a chi ha amato "La metà di niente".

La frase : La macchina si riempì di musica. Era come se quella minuscola Fiat fosse diventata un gigantesco altoparlante. Era come se ci trovassimo all'interno della musica, a galla in un punto indeterminato tra mondi diversi. tu cantasti a squarciagola le prime due canzoni: a dirti la verità avrei preferito che tacessi. Era musica diversa da qualunque altra avessi sentito prima. Volevo ascoltare la strana voce eterea di Neil Young. Poi smettesti da sola." Ascolta adesso la pianto e tu ascolti. Conosco queste canzoni a memoria dall'anno scorso. Vorrei essere io, quelle che le ascolta per la prima volta". tratto da "La grande amica" di Catherine Dunne ;Guanda; traduzione di Ada Arduini


Buone letture

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