11 ago 2010

Il "legno" è in acqua,l'ancora salpata,le vele armate e i sogni dei marinai inseguono le onde infinite del mare


Barche e gozzi sorrentini
di Enzo De Pasquale

Mursia pag.132 € 18,00

Maestri d'ascia: Michele Maresca di sopra i Galli, costruiva in una bottega "sopra Ripa di Cassano",Mastro Alduccio a Iommella Grande, Mastro Antonino e Mario Cafiero a Meta,Mastro Angiulillo del Resegone,Mastro Ciccio Scuppetta di via Cassari,Mastro Gambardella della Marina del Purgatorio,Mastro Mario Amitrano di Cassano, ho voluto dare inizio a questa mia recensione rendendo omaggio a questi artisti del mare della mia terra,la Penisola Sorrentina, che con il loro talento e sacrificio hanno realizzato durante la loro esistenza imbarcazioni, anzi, "legni",come ho appreso nel testo di De Pasquale, splendidi come opere d'arte che ancor oggi solcano il mare , sopravvissuti alla vetroresina, all'ingordigia della teredine e all'ignoranza dell'uomo.

Questo saggio è un viaggio breve ed affascinate su di una feluca, trasportati dal vento della tradizione si viaggia sottocosta rapiti dall'eleganza della storia marinaresca. Il testo di Enzo De Pasquale è perfetto per coloro che intendono conoscere la storia della tradizione marinaresca sorrentina, la narrazione è scorrevole mai appesantita ma anzi arricchita da termini nautici, poesie, fotografie d'epoca.

Dopo aver letto il testo anche un tirolese saprà distinguere una feluca da una tartana, una lanzetella da spasso da un gozzo "cu' a vanca che perde".

Avrà appreso della difficile arte del calafataggio, saprà quale legno è meglio adoperare per costruire una buona barca,di quercia o di pino?Qual'è il periodo migliore per tagliare l'albero? Che stagionatura avrà il tronco. Avrà imparato a conoscere la mena ,le chiavarde,i vrialoni, la mazzuola, il ribuzzo.

Gli sembrerà ad un tratto di vedere come se fosse al cinema, scene di maestri d'ascia intenti a segare, tagliare, dipingere, contrattare con gli zingari il ferro, mercanteggiare il prezzo e la qualità del legno.

Varare un bastimento o caricare una tartana di buon olio di Massa. Imbarcare turisti anonimi o famosi come Enrico Caruso e Benedetto Croce ed a tutti il mozzo chiederà qualche soldo per le anime del purgatorio.

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