03 gen 2012

Versi liberi modernissimi e vetusti

Le poesie di Kostantinos Petrou Kavafis, giornalista greco nato ad Alessandria d'Egitto come Marinetti, fin dal 1910 furono diffuse su foglietti,piccole plaquettes destinate alla circolazione privata, solo nel 1935 Rika Sengopulu ne curò una prima raccolta postuma.In Italia furono l'editore Giorgio Savvidis e Filippomaria Pontani a far conoscere la produzione poetica dello scrittore alessandrino, anticonformista, accusato di attaccare i valori tradizionali della cristianità e del patriottismo.Poeta che sfugge a qualsiasi categorizzazione nè romantico,nè simbolista,nè decadente ma neanche crepuscolare:inafferabile.
P.S.: "Versi liberi modernissimi e vetusti" è l'ossimoro con il quale Filippo Tommaso Marinetti
amava definire la poesia di Kavafis.
di Luigi De Rosa



La memoria e la passione
di Costantino Cavafis
pp 255 Corriere della Sera € 7,90
collana Un secolo di Poesia
introduzione di Filippomaria Pontani


Candele
di Costantino Cavafis

I giorni futuri stanno avanti a noi
come una fila di candele accese-
dorate,calde e vivide candele.

I giorni passati restano dietro di noi,
penosa linea di candele spente;
le più vicine fanno ancora fumo,
fredde candele,ormai piegate e sfatte.

Non le voglio vedere; la loro forma mi rattrista,
mi rattrista ricordarne l'antica luce.
Guardo davanti a me le mie candele accese.

Non mi voglio voltare,vedere con spavento
come s'allunga in fretta quella linea scura,
come si moltiplicano in fretta le candele spente.

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