25 giu 2012

Il 15 luglio, nell'orto degli ulivi di Villa Fondi alla scoperta di un martire




Il mio nome è Shahbaz Bhatti.
Sono nato in una famiglia cattolica. Mio padre, insegnante in pensione, e mia madre, casalinga, mi hanno educato secondo i valori cristiani e gli insegnamenti della Bibbia, che hanno influenzato la mia infanzia.I passi che più amo della Bibbia recitano: “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi”. Così, quando vedo gente povera e bisognosa, penso che sotto le loro sembianze sia Gesù a venirmi incontro.

La mattina dell'8 ottobre 2005 il Pakistan ha tremato. Terremoto di intensità 7,6 gradi sulla scala Richter, più di trentamila morti. Sotto i resti delle suntuose moschee e delle sgangherate
chiesette cristiane c'erano Shahbaz e i suoi uomini a scavare.Noi Campani,Emiliani, Friulani,Siciliani e Umbri sappiamo che cosa significa scavare sotto le macerie per salvare la vita ad un nostro fratello,Shahba e i suoi sono andati oltre, hanno scavato la terra per salvare la vita a chi li odiava.

Il 15 luglio a Villa Fondi la biografia dell'uomo
che dopo il Mahatma Ghandi ha scosso di più
le coscienze dei credenti Mussulmani,Cristiani
e Induisti nell'i
mmenso Subcontinente indiano:
Morte di un blasfemo
di Francesca Milano
San Paolo pagine 140 € 12,00

(a sinistra la giornalista Francesca Milano,è nata a Vico Equense, ha studiato Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Perugia, ha un master in Teorie e tecniche dell'investigazione criminale conseguito presso La Sapienza. Ha lavorato per il Corriere dell'Umbria e il Corriere d'Arezzo, prima di arrivare presso il quotidiano milanese Il Sole 24 Ore per il quale tuttora lavora)

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